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Edizione provinciale di Firenze


Andrea INNOCENTI lascia l'EMPOLI e torna in CINA con Marcello LIPPI

Il Responsabile del Settore Giovanile azzurro nello staff della Nazionale asiatica

La voce circolava già da tempo e adesso lo possiamo confermare: Andrea Innocenti, due volte ex dell’Empoli, è adesso in Cina, nello Staff di mister Lippi alla caccia della qualificazione al Mondiale del Qatar del 2022.

Innocenti lascia l’Empoli, dopo un decennio, al termine della Stagione 2012/2013 per andare a Siena. Rimane a Siena 2 anni e, dopo una a fugace parentesi col Bari, nelll’agosto del 2014 va in Cina come capo degli osservatori del Guangzhou Evergrande, allenato da Marcello Lippi. Dopo un anno e mezzo torna in Italia dove si rituffa nell’ambito del calcio che lui predilige: il Settore Giovanile. Prima a Ponsacco, poi a Pistoia, infine, nel novembre 2017, viene richiamato ad Empoli per affiancare, con il ruolo di Direttore Sportivo, il neo Responsabile del Settore Giovanile azzurro Luca Cecconi. Dalla Stagione 2018/2019 sparisce dai radar, tanto che di lui non c’è più traccia nell’organigramma del Settore Giovanile azzurro, pur continuando a svolgere il ruolo di osservatore per le fasce di età più piccole, un ruolo decisamente stretto e marginale per uno che è stato per anni Dirigente di punta del Settore Giovanile azzurro e che l’anno prima ricopriva la carica di Direttore Sportivo. Ruolo che è la probabile conseguenza della nuova gestione del Settore Giovanile azzurro che, come annunciato dal Presidente Corsi nella Conferenza Stampa del 11 luglio 2018, viene affidato al DG Pecini coadiuvato dal DS Accardi. La Società, comunque, comunica solo nel marzo 2018 di aver affidato la responsabilità del Settore Giovanile a Claudio Calvetti – che già aveva ricoperto quella carica da marzo a giugno 2018 – dopo qualche mese nel quale, sottotraccia, il Responsabile era – di fatto – Francesco Viola, già collaboratore di Pecini.

La storia professionale di Innocenti ci racconta quindi, indirettamente, il travaglio vissuto da qualche tempo dal Settore Giovanile azzurro, passato da Cappellini a Bertelli e poi a Calvetti dopo un periodo di silenzio. Travaglio di cui avremo modo di parlare una volta terminati gli impegni delle squadre giovanili: la Primavera inizierà sabato prossimo le due gare di play out col Genoa e l’ Under 16 di Buscè andrà l’11 giugno  giocarsi la Semifinale scudetto col Benevento.

Tornando a Innocenti, è di qualche giorno fa la chiamata di mister Lippi dalla Cina. Il mister viareggino, Campione del Mondo 2006 ma non solo, lo vuole nel suo staff per andare in giro in Cina e nel mondo a cercare e visionare giovani talenti, qualcosa che evidentemente ad Empoli non era stato ritenuto capace di fare….. Ad una simile proposta non si può dire di no. 

Di nuovo in Cina, perché? "Perché quando ti chiama Marcello Lippi è impossibile…difficile dire di no. E’ anche una sorta anche di rivincita personale e professionale. Non che ci sia da avere rivincita con nessuno ma si passa a fare un calcio diverso, un calcio dei “grandi”, di prima squadra…si parla della Nazionale A…e quindi è un modo di trovare nuovi stimoli, nuove sensazioni, con un obiettivo importantissimo che è la qualificazione per i Mondiali del 2022. Oltre a tutto questo c’è anche l’aspetto economico….perché nella vita, senza far tanti discorsi e senza dire tante bugie, c’è anche l’aspetto economico che è determinante".

Lo hai anticipato te ma te lo chiedo più specificatamente: che cosa andrai a fare? "Lo scouting per la Nazionale A e di conseguenza seguirò il Campionato di Serie A e probabilmente di B cinese, anche se il livello di quest’ultimo è nettamente infriore a quello della Prima Divisione, con un occhio di riguardo – per le future convocazioni – alle squadre Under 23 e Under 21 e seguire i cinesi all’estero che in Europa cominciano ad essere abbastanza. Solo ed esclusicamente “grandi”".

L’obIettivo è il Mondiale di Qatar del 2022. "Sì. Tra l’altro l’Asia ha un format particolare per le qualificazioni perché i primi di giugno ci sarà il primo turno preliminare e la Cina non è coinvolta, ci saranno le squadre col ranking più basso. Da settembre inizia la prima fase: 8 gironi di 5 squadre ciascuno. Da queste 40 squadre ne rimarranno 12: le 8 vincenti, le quattro seconde. La Cina ha la fortuna di essere testa di serie e quindi dovrebbe avere – in teoria! – un girone alla sua portata. Quando si parla di teste di serie in Asia si parla di Corea del Sud, di Giappone, Iran, Australia (calcisticamente rioimpresa nella zona asitica), compagini di spessore".

Tu sei nel team di Marcello Lippi che in Cina pare essere una specie di divinità. Quali altri italiani sono con te nel suo staff. "Lo staff è unico anche se si differenzia nel lavoro: io, Massimiliano Maddaloni e Fabrizio Del Rosso (che però sono per lo più uomini di campo) e Michelangelo Rampulla saremo quelli più presenti in Cina per seguire i Campionati. Gli altri, dal Prof. Gaudino al Dr. Castellacci (ex Empoli) a Maurizio Neri (preparatore atletico) ed uno staff medico che non è ancora ben definito di altre due-tre persone, faranno solo i ritiri e le gare ufficiali; non saranno in Cina stabilmente ma verranno una media di sei volte all’anno".

Te sei stato già stato in Cina..dopo il tuo ritorno Ponsacco, Pistoia…ed infine iL Presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi ti ha voluto fortemente ad Empoli…un ritorno. Come è stato il tuo anno e mezzo ad Empoli? Tra l’altro il primo anno eri nell’Organigramma sociaterio come Direttore Sportivo del Settore Giovanile poi sei sparito…Ho chiesto di te e mi hanno detto che eri Responsabile dello scouting dei piccolini. Vorrei capire come hai vissuto questa esperienza del tuo ritorno nell’Empoli e che cosa ti ha lasciato dentro. "Vissuta non bene…perché al contrario direi una ipocrisia. I primi mesi, da dicembre 2017 fino a  giugno 2018, sono stati affrontati bene, con tranquillità, sia nella gestione di Luca Cecconi come Responsabile sia nella prima gestione Calvetti e mi sono mosso da Responsabile dell’area scouting pur con la qualifica di Direttore Sportivo…anche contrattualmente. In quel periodo non ci sono state problematiche particolari. La gestione successiva, non quella della prpprietà ma quella della Direzione sportiva, è stata per me…uso un termine forse improprio…umiliante perché io sono, come dicevi te, sparito,  peraltro in un momento nel quale ho avuto anche problemi di salute che hanno causato un allontanamento forzato per un mese. Comunque non c’è mai stato feeling con la Direzione sportiva. Ho continuato a fare lo scouting…mi è stato chiesto di continuare a fare solo ed esclusivamente le fasce di età piccole…cosa che a me piace anche ma che onestamente è un po’ limitativa. E’ andata così e perciò non posso dire che l’ultimo anno è stato positivo…anzi!! Mi dispiace perché poi non è un problema di Andrea Innocenti o di chi sarà e di chi è in questo momento a gestire il Settore Giovanile ma un problema dell’Empoli, perchè poi diventa una problematica dove non c’è chiarezza dei ruoli. E questa è la cosa più importante secondo me".

Anche perché si avverte, da quello che dici ma anche da alcune soìituazini, che c’è un atteggiamento bipolare della Società: da una parte il Presidente che sembrerebbe richiamarsi a certi valori e principi dell’identità dell’Empoli e dall’altra, intorno a lui, persone che vanno in direzioni diverse. "Quando il Presidente mi ha richiamato, a novembre del 2017, è sempre partito con un concetto…e nello stesso concetto rientrava anche il chiamare Luca Cecconi a fare il Responsabile…una frase che ormai è anche troppo usarata: torniamo a fare l’Emppoli! Bene…mi sento di dire che “tornare a fare l’Empoli” non è esattamente quello che è stato fatto negli ultimi mesi perché, se da una parte – e di questo mi prendo anche un pochini di meriti – grazie anche al Presidente, c’è stata una ricostruzione dei rapporti sul territorio, dei rapporti con le Società vicine, rapporti che evidentemente erano stati persi – e non mi interessa sapere per quale motivo, non è compito mio – dall’altra parte c’è stata una visione del Settore Giovanile completamente opposta a questo, alla storia dell’Empoli, al suo DNA. Mi spiego: la visione del Settore Giovanile di oggi è purtroppo molto legata al risultato secondo me, il che è un errore nel Settore Giovanile, ma legata anche ad un tipo di mercato giovanile che non rientra nei canoni dell’Empoli. L’ Empoli era abituato diversamente. Lo dimostrano quest’anno la squadra “Primavera”  ma anche la “Under 17”, la prima che si lotta la salvezza e la seconda che è ai play off : squadre costruite dal passato, cioè da piccoli, cosa che si sta un po’ perdendo perché si dà meno interesse, secondo me, al “bimbo” da costruire guardando invece al giocatore fatto. Il problema è un altro, è un boomerang perché il giocatore fatto, per motivi anche economici e di appeal, ad Empopli fa fatica a venire. La realtà è questa".

Quello che stai dicendo è un problema dell’Empoli o del calcio giovanile italiano in generale? Lo dico perché vedo ad esempio l’Atalanta e la Roma che stanno facendo percorsi diversi… "No no, è una analisi che deve fare l’Empoli, non è un problema di calcio giovanile italiano. Evidentemente in questi anni si sono avvicendate ad Empoli gestioni sportive – e quando dico gestioni sportive intendo dall’alto: dai Direttori Generali, dai Direttori Sportivi passati che sono siati, sono o saranno o meno a Empoli – che evidentemente hanno una filosofia diversa. Che, sia chiaro, non vuole essere una critica da parte mia, assolutamente: è una scelta. Ma una scelta che secondo me per Empoli, per la dimensione Empoli, è assolutamente negativa. Tu hai fatto due esempi: l’Atalanta e la Roma, ma se ne potrebbero fare altri anche in realtà più piccole, più semplici, che iniziano un percorso che ad Empoli era iniziato venti anni fa. Cioè l’Empoli venti anni fa non ha scoperto nilla di nuovo a dire che si inizia dalle fondamenta. Questo è l’ABC del calcio giovanile. Adesso l’ha perso di vista, è un po’ diverso".

Tempo fa noi di Pianeta Empoli abbiamo scritto di un Empoli 2.0. Tu, dal di dentro, hai avuto la sensazione di un mutamento quasi antripologico, di identità..di pelle…o è una sensazione che si avverte solo dall’esterno? "No, è una sensazione che si avverte anche dall’interno a partire da una maggiore freddezza nei rapporti umani che era stata invece, negli undici anni che avevo vissuto io più gli ultimi mesi dal novembre 2017, una caratteristica distintiva della Società. Per me è un difetto che ha l’Empoli perdere di vista i rapporti umani. E per rapporti umani intendo  quelli con l’allenatore, con l’accompagnatore, con l’autista, con i tifosi…Il 2.0 ha allontanato Empoli dall’Empoli  e questa è una cosa che secondo me non rientra nella filosofia e nella mentalità, nella storia e nella tradizione di questa Società. Credo – ma ripeto, personalmente non ho da fare critiche o da attaccare nessuno, non è il mio modo di fare nè mi interessa -..ripeto io credo che se l’Empoli non ritrova la sua dimensione, quella storica, della gente, quella del saluto per strada ai calciatori, del ragazzino che a 14 anni arriva ed è adottato dalla città, perde di vista completamente la propria visione anche futura. Ed oltretutto ha anche poco prospettiva perché un Empoli così o recupera i propri valori o diventa complicato. E in questo rientra anche – mi sia concesso perchè mi sento uno che è stato, è e sarà tifoso dell’Empoli – avere la necessità al suo interno di figure dirigenziali che abbiamo l’Empoli addosso, che conoscano la storia dell’Empoli. Credo che un Dirigente, a prescindere dall’Empoli, quando va in un club nuovo – come mi sto accincendo io a fare in Cina, anche se non è la prima volta – debba conoscere la storia del calcio del luogo nel quale va, perché se si conosce la storia si programma meglio il futuro; se non si conosce si rischia di essere un po’ avventati"

Che Empoli lasci? In generale e sopratutto a livello di Settore Giovanile? "In generale non dico niente perché non è compito mio…la cosa che più mi amareggia di questi mesi è non essere mai stato coinvolto e perciò non posso dare un giudizio su che Empoli lascio. Lascio l’ Empoli, evidentemente, con qualche dubbio: sulle persone, sul modus operandi…però, ripeto, questo non è compito mio e non mi riguarda, anche perché. come ho già detto non sono stato coinvolto. Il Settore Giovanile, nelle fasce basse, grazie al lavoro un po’ mio, molto dei collaboratori, molto degli allenatori (perché nella fasce più piccole l’Empoli ha ancora buoan qualità di Istruttori) è un Empoli che ha futuro. Bisogna dargli continuità perché come ha futuro si distrugge anche velocemente. Non credo sia il caso dell’Empoli, o quantomeno lo spero da tifoso".

L’ultima domanda. Nel mentre ti auguro che il tuo soggiorno in Cina sia ricco di soddisfazioni  professionali ed umane e ti dia le migliori soddisfazioni del mondo, ti chiedo se la porta con l’Empoli è una porta chiusa per sempre o è una porta che si chiude ora, però…… "Da parte mia, oltretutto questo è il lavoro, nessuna porta chiusa, sopratutto all’Empoli, alla gente di Empoli, a chi vive l’Empoli  come lo ha vissuto in questi anni, in quelli di Zurigo piuttosto che a Palazzolo in Serie C. Col Presidente ci siamo lasciati splendidamente – solo col Presidente, questo lo sottolineom Io ho parlato solo col Presidente e con Francesco Ghelfi che per me rappresentano l’Empoli, sono la proprietà. Il Presidente carinamente ha anche detto che ci rivedremo tra qualche anno , convinto “perché torni da me”. E’ un attestato di stima..quindi mai dire mai. E’ successo qualche mese fa che sono ritornato dopo cinque anni…non direi di no o comunque valuterei. Non vedrei il motivo per fare il contrario o comunque diversamente".

Fonte: www.pianetaempoli.it

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  Scritto da La Redazione il 28/05/2019
 

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