PANCETTI si racconta: "A Gorfigliano perchè ho fatto una promessa"
Dopo anni tra D e C2, il terzino scende in Seconda nella squadra del suo paese
Ti soffermi a vedere i cognomi più diffusi in quel di Gorfigliano e trovi – oltre a diversi “Ferri” e “Orsi” anche tanti Pancetti. Anche la squadra cerca di essere autoctona per accrescere il senso di appartenenza alla principale frazione del Comune di Minucciano. L’arrivo nella rosa di Alessandro Davini di Stefano Pancetti vira proprio in tal senso: per la prima infatti, il terzino di Gorfigliano indossa la maglia del suo paese, dopo aver girovagato a Castelnuovo (in due occasioni, ai tempi della C2 e con la vittoria del campionato di promozione più recentemente), Figline, Montevarchi, Pieve Fosciana e Villa Basilica.
Stefano, come mai questa scelta? “Scelta di vita, come si usa dire. Oltre ad essere molto legato al mister Alessandro Davini che ho avuto lo scorso al Coreglia, anche il desiderio di tornare a pochi km da casa, in una squadra di amici”.
La crisi che attanaglia il calcio ha influito? “Senza rimborsi è impossibile andare lontano, come ho fatto in passato a Figline o Montevarchi. Ma dietro questa scelta c’è altro: lavoro per una impresa edile con sede a Castiglione Garfagnana, abito con la mia fidanzata Giulia e voglio un impegno più sereno dal punto vista dei tempi”.
Mai così in basso, almeno dal punto di vista della categoria. "Vero, mai fatta la seconda categoria. Ma questo poco importa. Poi con mister Davini non si può parlare di “basso”. Davini è completo, a livello umano e tattico. A Coreglia con lui sono stato benissimo. Conoscevo già i compagni di squadra, con molti sono cresciuto in paese, con alcuni ho giocato."
Prime sensazioni sulla squadra? “Positive, l’amichevole con il Monzone è stata quella che mi ha maggiormente impressionato”.
Rimpianti? “Sono felice così, ma riconosco che a causa di un mio comportamento non sempre nelle righe, ho perso qualche treno. Ora, con il lavoro, con la fidanzata e con la maturità dei ventotto anni, non farei alcune cose fatte in passato”.
Se ci fosse l’occasione, tornerebbe a giocare in categorie superiori? “Certo. Se c’è l’occasione giusta, provare mi piacerebbe. Per quest’anno, ho voluto mantenere una promessa…”.
Ovvero? “Avevo promesso al nostro capitano Alessio Malatesta, ormai una bandiera della squadra, che avremmo giocato per un anno insieme. Eccomi con la promessa mantenuta”.
Scritto da Michele Citarella il 31/08/2016












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