"La LUCCHESE LIBERTAS FEMMINILE? Rammarico, ma guardiamo avanti"
La Lucchese Femminile giocherà le gare interne a San Giuliano Terme

L’ACF Lucchese Femminile si guarda alle spalle per l’immediato passato per chiarire alcuni aspetti inerenti al campo sportivo e ai rapporti con la Lucchese Libertas e il Settore Giovanile, poi guarda avanti alla prossima stagione, che vede la squadra in Serie B, massima espressione del pallone in città.
Per parlare del passato e dei programmi futuri la società del presidente Marco Chiocchetti ha convocato una conferenza stampa. Insieme al massimo dirigente, sul tavolo della conferenza, anche i dirigenti Patrizia Giannelli e Valerio Ferdico, il direttore sportivo Sandro Bengasi e la Signora Maria Teresa Giannecchini, moglie del compianto Carlo Isola, per venti anni anima e presidente del club, capace di raggiungere la massima serie nel pallone femminile.
Tra le cose “successe” ci sono quelle felici quali la vittoria del campionato di Serie C e della Coppa Toscana che hanno portato la squadra in Serie B e ci sono quelle meno felici come le difficoltà a trovare un campo sportivo idoneo per la categoria e il mancato accordo con la Lucchese, culminato con la perdita del settore giovanile, preso in blocco dai rossoneri. “Affronteremo squadre che si chiamano, Empoli, Torino e Juventus, peccato essere costretti a giocare al Bui di San Giuliano Terme, fuori dal territorio comunale. Speravamo in un aiuto da parte della città, nella capacità dell’amministrazione di trovare accordi o disponibilità per riuscire ad omologare un campo di gioco. Purtroppo tutto questo non è stato possibile e siamo stati costretti ad andare altrove. Saltocchio e lo Stadio Porta Elisa sarebbero state le soluzioni più accreditate, viste le qualità delle due strutture”.
I dirigenti dell’ACF Lucchese Femminile hanno evidenziato la grande accoglienza ricevuta a San Giuliano Terme. “A differenza che a Lucca, a San Giuliano ci hanno accolto a braccia aperte e non siamo dovuti andare in ginocchio a pregare per chiedere qualcosa. Lì hanno compreso l’importanza di ricevere squadre di Serie B ed hanno mostrato di credere nel pallone femminile, movimento in grande crescita. Sia chiaro: non scappiamo da Lucca, ma per fare la B serviva una struttura adeguata”. Serie B che vedrà ancora sulla panchina Andrea De Luca, già tecnico di Vorno, Fortis Lucchese e Atletico Lucca.
Chiocchetti prosegue per parlare dei rapporti con la Lucchese, iniziati ad inizio dello scorso campionato e che avrebbero dovuto portare ad una unione di sinergie a vantaggio della città. “Alla presentazione al Foro Boario partecipò anche Giovanni Galli, che ci regalò gadget e auspicò una fattiva collaborazione. Abbiamo quindi avuto diversi incontri con il dirigente Bettucci alfine di trovare le migliori modalità per creare una sinergia a vantaggio della città. Chiedevamo una fidejussione di 4.000 Euro, un campo sportivo e un sostegno per una decina di trasferte. Sembrava tutto ok con una stretta di mano, fino a quando non siamo venuti a sapere dagli organi di stampa online che l’accordo era saltato. Ci soamo rimasti male. Nessuna polemica da parte nostra, solo il desiderio di chiarire”.
Infine, trattato il tema del settore giovanile, su cui è intervenuta anche la Signora Maria Teresa Giannecchini, moglie di Carlo Isola, presidente e anima del club fino alla sua recente scomparsa. Il vivaio dell’ACF è tutto da rifondare in quanto tante tesserate sono andate alla Lucchese Libertas. “Le regole del mercato sono queste e le accettiamo, ma ci è dispiaciuto che queste calciatrici si siano presentate con un curriculum in cui non compariva per niente l’ACF Lucchese Femminile. Eppure, sono tutte ragazze che con noi hanno mosso i primi calci e sono cresciute sia a livello umano sia a livello sportivo. Se hanno un settore giovanile femminile già fatto, è perché noi abbiamo lavorato sodo. Perché nei curriculum delle baby giocatrici si citano altre squadre e non la nostra?”.
Questa “cancellazione” nel curriculum ha portato enorme dispiacere a Maria Teresa Giannecchini moglie di Carlo Isola e alla figlia, Giulia, che hanno scritto una lettera rivolta al padre, ma che serve a tutti gli appassionati del pallone lucchese per comprendere lo spirito di Isola e il rammarico per quanto accaduto.
Ciao Papi,
ti scrivo come se fossi ancora qua. Ancora tra i campi di calcio, ancora in mezzo alle tue bimbe che hai sempre amato. Mi ricordo quando mi portavi allo stadio a vedere la partita la domenica, quando ancora piccola chiedevo i palloni anziché le bambole ma soprattutto mi ricordo quando ho iniziato a giocare calcio di nascosto, perché tu non volevi, non volevi rientrare in questo mondo che ti “succhia” ogni energia, in quanto mondo che se non ci sono sacrifici non vai avanti, in questo mondo che chi fa il vero lavoro di solito sta dietro le quinte e scende poche volte in campo.
Di solito è quello con la maglia diversa, ma con un unico amore, nel nostro caso GIALLO e BLU.
Ti scrivo anche per chiederti scusa.
Scusa perché da quando te ne sei andato sono successe tantissime cose, a mio avviso inspiegabili. Sono amareggiata dal vedere scritto sui social che ci sono bimbe che “rinnegano” di aver giocato nell’ACF 2003 Lucca, genitori che non ti riconoscono la dedizione, le risorse e il tempo che hai profuso a questa squadra, a volte a scapito anche di impegni più personali…. Scusa perché se tu fossi stato qui e avessi visto tutto questo ne avresti sofferto…
Tu, amante del calcio onesto e del calcio di Parola, del calcio fatto di persone.
Tu che credevi in un sogno e che lo hai realizzato, tu che hai visto passare sotto la tua ala ragazze che sono in alto, in nazionale e che ti ricordano con amore e stima. Non meritavi certo tutto questo. Spero che questo tuo sogno possa proseguire per ancora molto tempo. Hai lasciato un testimone pesante ma chi lo ha raccolto crede in ciò che credevi tu e se anche gli hanno fatto lo sgambetto ancor prima di cominciare, so che ce la farà, so che alla fine ne uscirà a testa alta. Ciao!
NELLA FOTO, UNO SPICCHIO DEL TAVOLO DELLA CONFERENZA: AL CENTRO MARCO CHIOCCHETTI, AFFIANCATO DA MARIA TERESA GIANNECCHINI ISOLA E SANDRO BENGASI
Scritto da Michele Citarella il 18/08/2016












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