SERIE D, la metamorfosi SCANDICCI che ha battuto la capolista
I biancoazzurri sembravano spacciati dopo mesi di travagli societari, ma ora la situazione societaria pare chiarita

Una vittoria nelle prime diciassette partite di campionato, un declino inesorabile e una sentenza per tutti che voleva dire sicura retrocessione in Eccellenza. Mesi travagliati, un calciomercato con la partenza di alcuni pezzi pregiati, uno Scandicci che tutti davano allo sbaraglio.
Il 2016 invece ha portato due vittorie in altrettante gare, prima sul campo della Pianese, poi al "Turri" contro la capolista Montecatini. Come dire, nel calcio non c'è mai niente di scontato e attenzione ai luoghi comuni.
Ma cosa sta succedendo a Scandicci? Cosa è cambiato in questo 2016 dopo le vicende societarie che sono state al centro dell'attenzione? "Qualcosa di buono lo stiamo facendo - spiega a TOSCANAGOL il nuovo direttore sportivo Emanuele Viviano che ora segue tutto, dalla Prima squadra al Settore giovanile - altrimenti non si spiegherebbero questi risultati. Innanzitutto devo dire che è stata fatta chiarezza su certi aspetti societari, si sta ritrovando stabilità e questo anche incosciamente i giocatori lo stanno avvertendo. A livello tecnico penso che la squadra stia assimiliando quanto vuole da lei il nostro mister Cecchi ed è questa una chiave che ci lascia speranzosi per il futuro."
Già, perchè ora la salvezza non è più un miraggio, o in ogni caso, è questa la sensazione, non dovrà essere un qualcosa da conquistare a tutti i costi dando stress e pressione alla squadra. Proprio questa ritrovata serenità e chiarezza potrebbe essere un'arma per arrivare all'obiettivo.
E' il concetto che ci spiega il nuovo direttore generale Gabriele Burroni che da fine dicembre lavora fianco a fianco con Viviano. Il suo compito in questi mesi sarà di ripianare e far ritrovare solidità economica alla società. Sentiamolo. "E' chiaro che è nato un nuovo progetto. Con i giocatori siamo stati corretti e schietti. Ora pensiamo che scendano in campo più tranquilli. Hanno condiviso con noi queste scelte e mister Cecchi sta avendo il merito di motivarli e di farli rendere al massimo."
Il messaggio è chiaro: niente più voli pindarici, il futuro dello Scandicci dovrà passare necessariamente (aldilà della categoria di appartenenza della prima squadra) alla valorizzazione dei giovani che usciranno al proprio settore. "Proprio così - condivide Burroni - anche perchè non capisco come mai tanti ragazzi usciti da noi poi vadano a giocare da altre parti. Per un ragazzo di Scandicci deve essere un onore e un obiettivo partire dalla Scuola Calcio e poi arrivare alla Prima squadra. Sarà questo il progetto che ci accompagnerà d'ora in avanti."
Scritto da Gino Mazzei il 11/01/2016















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