STOBBIA, l'attaccante che non ti aspetti, arma in più dell'Acquacalda
La squadra del presidente Bandettini in alto grazie anche ai gol del furetto di Lappato
Otto presenze e cinque reti, tutte decisive. In un’Acquacalda San Pietro a Vico che viaggia a gonfie vele c’è indubbiamente il contributo di FEDERICO STOBBIA, ventisette anni e desideroso di mettersi in mostra una volta raggiunto il pieno della maturità calcistica.
Fino a poche settimane fa, tanti addetti ai lavori si chiedevano. Stobbia, ma chi è? Nulla togliere a questo furetto piccolo di statura ma grande in area di rigore, che paga la carenza di notorietà soltanto per aver giocato spesso lontano dai campionati della provincia di Lucca.
"Vivo nella piana di Lucca, a Lappato, una frazione del Comune di Capannori, ma ho giocato tanti anni nel girone B sia di Seconda categoria sia di Prima categoria, con squadre del pistoiese e dell’area pratese e dell’interno della provincia di Pisa”.
Meriti al presidente Gianpiero Bandettini e al suo entourage per essersi assicurate le sue prestazioni. “I meriti vanno anche al compagno di squadra Rosso – scherza Stobbia – che ha fatto il mio nome. Poi, certamente, sono grato anche alla società per avermi dato fiducia, avermi ingaggiato e avermi accolto con affetto. Con Rosso avevo giocato insieme al Ponte Buggianese, mentre lo scorso anno ero all’Unione Pontigiana”.
Quale posizione predilige? “Nel 4-3-3, come quello che stiamo adottando in questo avvio di campionato con mister Lencioni, posso giocare da esterno offensivo. A destra o a sinistra non fa differenza, mi trovo bene allo stesso modo sia da una parte sia dall’altra”.
L’Acquacalda San Pietro a Vico è sulla bocca di tutti per la qualità del gioco e soprattutto per i buoni risultati fino ad ora dimostrati. Quali obiettivi vi siete prefissati? “Come ci ricorda il mister, ora pensiamo alla salvezza. Se poi son rose, fioriranno altri obiettivi”.
Ha incontrato calciatori come Mirko Lucchesi e Mirko Taccola, oltre al compagno di reparto Ponziani. Sensazioni? “Taccola per la Seconda categoria è un lusso pazzesco. In generale, stiamo parlando di esperti che danno una grossa mano, con la voglia di allenarsi che dovrebbero avere anche tanti giovani”.
La migliore squadra fino ad ora incontrata? "Il Corsagna. Non conosco alcune squadre, ma tra quelle che ho avuto modo di vedere o di apprezzare, sicuramente c’è il Corsagna: qualità sugli esterni e in fase di costruzioni di gioco, con difensori che sanno bene il fatto loro”.
E’ un calciatori a cui piace puntare l’uomo e agire in velocità. Riceve falli o altre attenzioni particolari da parte dei marcatori avversari? "Sì, ma non mi lamento, fa parte del gioco; tutto entro i limiti della correttezza e della lealtà”.
Cosa c’è nella sua vita oltre al calcio? "Di professione sono imbianchino, ho un'azienda privata, che per fortuna mi sta tenendo impegnato e mi permette di vivere. Senza questo, dura anche giocare a pallone”.
Scritto da Michele Citarella il 21/11/2015












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