FEDERICO GUZZO e il difficile ruolo calcistico dei "figli d'arte"
Il padre Manuele è stato un ottimo difensore che ha giocato per dieci anni in serie B

Essere figlio d’arte, avere un padre calciatore, avere su di sé aspettative sempre importanti. E’ il ruolo che spesso devono avere quei ragazzi che crescono pensando di poter ricalcare le orme paterne, magari “sopportando” l’attenzione e la "pressione" esterna di dover per forza dimostrare qualcosa.
Non è facile essere figli d’arte, non è facile neppure essere da calciatori, dei padri che non pretendono dai propri figli di fare quello che si è fatto noi. Ruoli difficili, controversi, discorsi delicati che andiamo ad affrontare con Federico Guzzo, quindici anni, figlio di Manuele, fiorentino classe 1975, una lunga carriera da difensore iniziata nella Rondinella e poi nel settore giovanile della Lucchese dove è arrivato a giocare in serie B. Per lui dieci stagioni in cadetteria, anche una con la Fiorentina tornata a chiamarsi così dopo il fallimento e la rinascita con la Florentia Viola in C2 dove collezionò 22 presenze.
Federico gioca con gli Allievi del Capezzano che partecipano al girone D regionale. A differenza del padre, è un attaccante, ma esterno, classico di movimento.
E’ proprio così difficile essere “figli d’arte”? “Beh se devo dire la verità, sì, perché mio padre ha giocato tanti anni in serie B a Lucca e tutti si aspettano da me chissà cosa, mentre io sono semplicemente Federico. Ormai ci ho fatto il callo, ma devo dire però che la decisione di stare in disparte nel mondo del calcio da parte di mio padre mi ha agevolato.”
Come vive babbo Manuele il suo rapporto calcistico con te? “Mio padre è molto critico con me, lo ascolto perché ha giocato contro bravi attaccanti, ma oggi il calcio è diverso dagli anni 90 e lui è il primo a riconoscerlo. Mentre la tattica la sanno insegnare in tutte le categorie, la tecnica e la preparazione fisica si sviluppano solamente in società preparate e strutturate come il Capezzano.”
Raccontaci la tua storia calcisticia. “Ho iniziato a giocare a calcio a 7 anni nella squadra koala di San Vito e l'anno successivo siamo stati assorbiti dalla Lucchese Junior dove sono rimasto fino al 2012, poi sono passato alla Lucchese nella stagione 2012/13. L'anno successivo sono andato al Margine Coperta fino al dicembre 2014, in cui sono passato al Capezzano Pianore. In questi anni ho avuto la fortuna di avere degli ottimi allenatori tra cui Marco Vannini, William Mazzanti, Marco Napoleoni, Polverino, Belluomini e l'attuale tecnico Marco Giunta da cui ho cercato di apprendere e mettere in pratica i loro preziosi consigli. La mia caratteristica principale è quella di cercare di mandare in gol i miei compagni sia su azione che su calcio piazzato e quando ci riesco sono contento come se il gol l'avessi fatto io. L'anno scorso nel campionato Giovanissimi Elite, grazie anche ai miei compagni del Capezzano da dicembre sono comunque riuscito a segnare 6 reti da seconda punta in 13 partite.”
Come sta andando questa stagione a Capezzano? “Sono molto felice di trovarmi a Capezzano e sono molto grato alla dirigenza per come mi ha accolto un anno fa quando avevo bisogno di ritrovare la serenità e la felicità che il gioco del calcio sa regalare. Dall'anno scorso sono cambiate molte cose. La nostra squadra ha perso qualche elemento del 2000 ma ha assorbito dei ragazzi del 1999. Considerando che la nostra squadra conta sempre 6-7 del 2000 in campo, ci stiamo togliendo molte soddisfazioni. Ce la possiamo giocare con tutti a patto che non guardiamo troppo la classifica ed affrontiamo partita dopo partita il resto del campionato.”
Chi vincerà il campionato? “L'Atletico Lucca è quella che mi ha impressionato di più tra le squadre che abbiamo incontrato, inoltre è una società storica e sembra che stia ritornando grande come un tempo, ma il campionato è lungo…Sappiamo che non siamo la favorita, ma se ci assiste un po' di fortuna e recuperiamo gli infortunati Nugnes, Baroni, Foli e Lemmetti credo che ci divertiremo.”
Hai un sogno nel cassetto? “I sogni sono sogni quindi punto sempre al più grande traguardo. Questo nello sport ma anche nello studio e nella vita. Mi piacerebbe giocare nelle massime serie e in particolare nella Fiorentina.”
Scritto da Gino Mazzei il 05/11/2015





.jpg&width=135)



.jpg&width=130)






