Bianchini infonde coraggio: "Lammari, con la grinta ti puoi salvare"
Eccellenza Gir. A, salvezza e la laurea in economia gli obiettivi stagionali del difensore

“Salvarsi è possibile, purchè in cambio i calciatori mettano grinta e cuore in ogni partita”. Il concetto di Alessio Bianchini è sintetizzabile in questa frase, anche se il difensore sa usare parole molto importanti per dare motivazioni a compagni. Ad aiutare l’aspetto motivazionale nei calciatori del Lammari c’è sicuramente il carattere di mister Stefano Fracassi. Così il capitano, classe 1992: “Il nostro mister ci trasmette senso di appartenenza e voglia di dare tutto in campo e anche in allenamento. Inoltre, chi lo ha avuto anche negli anni scorsi, può confermare che è molto migliorato anche dal punto di vista tattico e nella preparazione delle partite”.
Capitan Bianchini, in alcune gare è stato avanzato a centrocampo. Preferisce giocare in mediana oppure in difesa? “Ho fatto il centrocampista negli anni delle giovanili. Poi sono passato in difesa e nei due anni a Viareggio mi hanno confermato come centrale destro e sono rimasto in questa posizione fino a quest’anno. Mi trovo ormai a mio agio più in difesa che non in posizione più avanzata, ma sono a disposizione del tecnico per ogni evenienza”.
In questo inizio di stagione è certamente Ginafilippo Dal Poggetto il calciatore che maggiormente si è messo in evidenza. Lo conosceva? “Sì, non avevo dubbi sulle sue qualità. A centrocampo è un lusso per la categoria e avevo apprezzato le sue doti al Viareggio. Se si adatta alla categoria, può fare ancora molto di più. Sta facendo benissimo, ma è solo all’80 % del suo grande potenziale. Con lui al top e con quella grinta necessaria in campo da parte di tutti, possiamo salvarci con maggiore serenità”.
Da quest’anno è capitano… Sensazioni? “Sensazioni belle, soprattutto perché indossare la fascia fa crescere le motivazioni durante gli allenamenti e durante le partite. Ringrazio la società e il tecnico per questa responsabilità. Spero di ricambiare la massimo”.
Il calcio di oggi, tra scandali, fallimenti e difficoltà ad andare avanti. E’ stato un calciatore della Fortis Lucchese prima della sua radiazione dal calcio. “Andai via dalla Fortis Lucchese durante l’estate prima del fallimento, perché il Lammari mi dava opportunità di maggiore presenza societaria. Alla Fortis c’era un gruppo di ragazzi fantastico ed una presenza al campo solo di mister Cerasa e del direttore sportivo Rodolfo Marracci, figura di riferimento per tutti noi e che dedicò molto tempo ed energie per noi”.
Oltre al calcio? “Sto terminando gli studi di economia, mancano pochi esami e poi dovrò trovare un lavoro. Solo con il calcio non si va da nessuna parte, studiare per poi lavorare è un altro obiettivo …. “stagionale”…”.
Scritto da Michele Citarella il 14/10/2015












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