La "Covetta" di Avenza intitolata al compianto Paolo Deste
La casa del San Marco ha finalmente un nome

La Covetta ha finalmente un nome. La struttura sportiva avenzina, casa del San Marco Avenza è stata infatti ufficialmente intitolata a Paolo Deste. Con una delibera del Comune di Carrara di questi ultimi giorni infatti il campo sportivo di via Covetta prende il nome dell'indimenticato sportivo rossoblu scomparso due anni orsono.
Si attende adesso solo la cerimonia di ufficialità per la quale dovrebbe partecipare anche la Carrarese con un'amichevole contro i rossoblu. Carrarese altra società nella quale Deste ha militato come allenatore nella sua lunga ed onorata carriera tra il campo di calcio e le panchine a guida dei giovani calciatori. Sotto la sua guida sono passate generazioni di calciatori di Carrara con i colori di diverse società come, oltre alla già citata Carrarese anche Oratorio Don Bosco, Carrarese, Perticata, Portuale, Fiumaretta, Juventina e Follo.
Dopo aver lasciato per sempre la panchina si era dedicato in tutto e per tutto al suo grande amore ovvero la Covetta ed il San Marco Avenza dove negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Presidente Onorario senza peraltro disdegnare ruoli come magazziniere o cassiere. Dopo la sua morte avvenuta esattamente il 13 settembre 2012 la società rossoblu ha fatto subito domanda affinché gli venisse intitolato il campo sportivo ed ecco la bella notizia.
Paolo Deste era nato a Carrara il 13 Aprile 1940 e come tanti altri ragazzi nati in quegli anni aveva visto la sua infanzia segnata dalle barbarie della seconda guerra mondiale. Sin da piccolo abbracciò la passione per il gioco del calcio che lo vide impegnato e presente dovunque si potesse giocare a pallone. Così, a 14 anni, naturale arrivò il primo tesseramento con l'U.S. San Marco Avenza (allora non c'erano le scuole calcio ed il tesseramento iniziava appunto a 14 anni con la categoria Allievi). Dopo un solo anno di settore giovanile, a 15 anni, Paolo fa l'esordio come terzino in Prima Categoria Regionale (che in quegli anni era il quinto livello del campionato italiano) giocando anche un infuocato derby con la Massese. L'anno dopo era già stabilmente nella rosa della prima squadra anche se le maggiori soddisfazioni arrivarono con la squadra juniores, di cui era fiero capitano e che condusse alla prima storica finale regionale contro la Fiorentina. Il risultato non fu quello sperato (al pareggio per 1 a 1 conquistato alla Fossa dei Leoni fece riscontro una sonora sconfitta a Firenze per 5 a 1), ma quella incredibile cavalcata verso la finale consacrò definitivamente una Società che si avviava a vivere il periodo più sfolgorante della sua storia. L'anno dopo infatti fu nuovamente finale regionale juniores contro la Fiorentina mentre l'inizio degli anni 60 vide i ragazzi del San Marco Avenza grandi protagonisti nel campionato di Prima Categoria. Nella stagione 1961-62 ci fu l'ultimo derby contro la Carrarese, mentre l'anno successivo la squadra avenzina conquistò un clamoroso quarto posto a soli 8 punti dal Piombino promosso in serie D. Paolo fu leader indiscusso di quella squadra e nonostante la giovane età fu fondamentale anche per la crescita di alcuni ragazzi, come Giorgio Morini, Marcello Grassi e Mario Menconi, destinati ad una folgorante carriera professionistica che vicino a lui ebbero la possibilità di maturare. Calcio per passione, dunque, senza per questo dimenticare il lavoro. Subito dopo la scuola Deste iniziò infatti a lavorare in un laboratorio di marmo come fresatore ed anche in questo ambito fu apprezzato tanto da essere conteso dalle migliori ditte dell'epoca. Il 1964 fu un anno molto importante per Paolo Deste: ad aprile sposò infatti la sua adorata Maria dal cui matrimonio nacquero le tre figlie Paola, Cristina e Franca. Ma quell'anno coincise anche con la "separazione" dal San Marco Avenza: all'inizio della stagione 1964-65 venne infatti ceduto al Querceta, in Seconda Categoria, dove rimase due stagioni e dove contribuì alla promozione dei versiliesi in Prima categoria al termine della stagione 1965-66.
Terminata la carriera di giocatore intraprese subito l'attività di allenatore, inizialmente a livello giovanile. Svolse il suo lavoro in silenzio, con umiltà e grande onestà intellettuale, prerogativa che è solo di chi ama davvero lo sport, in maniera disinteressata e leale. Il suo impegno fu totale, volto esclusivamente ad avvicinare i giovani al mondo del pallone. Fu persona schiva e non volle sentire elogi, ma dimostrò con i fatti tutto il suo straordinario talento. Con il bel tempo o con la pioggia, era sempre sul campo, dove provava e riprovava tecniche individuali e tattiche di gioco. Intere generazioni di calciatori, anche dai paesi vicini, lo cercavano, sicuri di trovare in lui un riferimento di sostanza, che non si cullava con le chiacchiere ma badava al sodo. Dopo una breve parentesi al Fiumaretta, Paolo Deste è quindi alla Perticata dove rimane fino al 1973; in quello stesso anno supera il corso di Allenatore di Terza categoria che gli vale la chiamata dell'U.S. Carrarese per allenare la squadra Allievi. A Carrara rimane in tutto cinque anni, dal 1974 al 1981, con un intermezzo di due anni alla Juventina (stagioni 1977-78 e 1978-79).
Nella stagione 1981-82 è chiamato dall'U.S. Sarzanese a guidare la sua squadra juniores e subentra per un breve periodo a Coletta nella guida della prima squadra in Interregionale. Alla corte di Alioto e Beatini rimane tre anni. Qualche anno prima infatti il "suo" San Marco Avenza aveva ripreso l'attività acquisendo il titolo sportivo del Gragnana e troppo forte fu il richiamo verso quella che Paolo considerava la sua seconda famiglia. Nel 1984-85 guida la formazione allievi rossoblu ad un ottimo secondo posto nel campionato provinciale di categoria e nella stagione successiva il grande salto in prima squadra, su quella panchina desiderata più di qualsiasi altra. E miglior inizio non ci poteva essere. Deste costruì la squadra con grande sagacia affidandosi ad un gruppo giovane costituito in larga misura da giocatori dei settori giovanili in cui aveva allenato. Alla fine del campionato fu secondo posto, ad un punto da Torrelaghese e Capannoli, con grandi recriminazioni per l'ultima gara di Ponte a Egola dove i rossoblu furono sconfitti più che dalla locale compagine da un arbitraggio non certo amico del Sig. Carmagnini di Firenze. L'anno successivo fu tribolato per le difficoltà economiche della Società: diversi ragazzi protagonisti dell'impresa furono chiamati da Società professionistiche e lasciarono il club avenzino. Non Paolo Deste che seppe resistere alla diverse offerte, per guidare ancora una volta i rossoblu. Dopo la retrocessione in seconda categoria della stagione 1986-87 e le conseguenti dimissioni di Giorgio Paglini dalla Presidenza del San Marco Avenza Paolo, Deste è costretto ad allontanarsi per la seconda volta dai colori rossoblu. Viene chiamato infatti da Alberto Gemignani, suo ex allievo nella Carrarese, e da Don Luigi Bacci all'Oratorio Don Bosco, Società storica di settore giovanile che in quegli anni stava vivendo un periodo di grande flessione. Con il binomio Deste Gemignani l'Oratorio Don Bosco torna ad essere in pochi anni la "prima" Società della Provincia.
Nel San Marco Avenza intanto sale alla Presidenza Antonio Corsini, compagno di squadra di Paolo nei bei tempi rossoblu, che richiama subito Deste (stagione sportiva 1997-98) affidandogli la Responsabilità del Settore giovanile avenzino. E' il terzo ritorno di Paolo nel San Marco ma questa volta senza addii successivi. Al termine della stagione 2000-01 è uno dei fautori principali della storica fusione a livello giovanile tra San Marco Avenza e Oratorio Don Bosco che dà i suoi frutti due anni dopo quando il San Marco iscrive per la prima volta il suo nome nell'albo d'oro del campionato regionale juniores. Quando termina la collaborazione con la Società di Nazzano in casa rossoblu c'è da ripartire da zero per costruire un proprio settore giovanile. Paolo Deste è come sempre in prima linea e contribuisce nel giro di pochissimi anni a far diventare quello del San Marco Avenza il vivaio con il maggior numero di iscritti. Idea anche il Torneo Castruccio che porta alla Covetta le migliori espressioni del calcio giovanile tosco-ligure. Nel 1998 è nominato Presidente onorario dell'U.S.D. San Marco Avenza.
Negli ultimi anni ha messo a disposizione la sua grande esperienza della nuova Dirigenza rossoblu adoperandosi laddove ci fosse bisogno: sostituendo i mister in panchina, alla biglietteria, con l'affitto del campo da calcetto, al bar. Prima della sua scomparsa ha gioito per la promozione in Eccellenza della prima squadra (in cui gioca suo nipote Alessio Maestrelli) e dei giovanissimi e degli allievi nei campionati regionali di categoria.
Il Centro Sportivo Nuova Covetta di Avenza, alla cui recente ristrutturazione ha offerto anche lui un contributo importante, è stato per decenni la sua "casa". Ottimo lavoratore, grande uomo, indimenticabile fautore dello sport, inteso soprattutto come momento di crescita civile e di educazione sociale.
E' morto a Carrara il 13 settembre 2012, ma il suo grande cuore continua a pulsare tra coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato, convinti che il suo messaggio possa essere ancora raccolto da tanti giovani e diventare per tutti un motivo di speranza e una importante ragione di vita.
Scritto da Nicola Morosini il 23/08/2014














