LUCCHESE e SCUOLA CALCIO, la "POLEMICA" è APERTA
La società giovanili della zona infuriate per la scelta del club rossonero di allestire squadre nelle fasdce più piccole
Vai alla galleriaLa storia è un "film" già visto, almeno a Lucca, ma siamo sicuri, anche in altre piazze toscane e non. La società blasonata, quella nel cuore dei tifosi (e dei genitori...), le altre, minori, quelle di quartiere o di paese. Rapporti sempre difficili da instaurare (e mantenere...), equilibri precari e allora via alle polemiche, alle malilingue e via discorrendo.
Succede a Lucca, dove nell'estate 2025 dopo l'ennesimo fallimento (quattro in diciassette anni), tramite il Comune è arrivata una nuova società con una non meglio definita proprietà romana, che sulle ceneri di una Lucchese morta e defunta è stata brava a far ripartire il calcio e a conquistare una (non scontata) vittoria nel campionato di Eccellenza. Contestualmente, sempre nel mese di Agosto, si provò a far ripartire anche il settore giovanile, chiamando alla guida un personaggio molto conosciuto come Massimo Morgia che già aveva ricoperto per qualche mese questo incarico ai tempi della proprietà Bulgarella.
Ormai tutti i ragazzi se n'erano andati, non sapendo quale sarebbe stato il futuro della Lucchese, Morgia riuscì ad allestire con fatica solo una squadra Juniores: e per farlo "chiese" aiuto alle società della zona, facendo organizzare anche degli incontri, nel corso dei quali spiegò i propositi della nuova società, confidando in una nuova e proficua collaborazione, esaltando i valori della lucchesità.
Nel corso degli stessi spiegò anche che il nuovo settore giovanile della Lucchese avrebbe avuto solo tre squadre (ora scopriamo che saranno, sempre ufficiosamente quattro...), che non sarebbe stata fatta una scuola calcio, lasciando così alle società di svolgere il lavoro primario, avendo poi nella Lucchese il referente e il riferimento per far andare poi i giovani più interessanti a vestire la maglia rossonera. Un'apertura di credito che le società diedero, non chiedendo nessun compenso per "liberare" alcuni dei propri tesserati per farli andare a giocare nella Juniores della Lucchese.
Questo il preambolo per arrivare ai giorni nostri e a quanto sta accadendo. Contrariamente a quanto detto la scorsa estate, la Lucchese è partita (o sarebbe partita, usiamo il condizionale) per avere una sua Scuola Calcio. E l'ha fatto senza alcun annuncio ufficiale. Nessuna comunicazione, almeno a oggi. Chiaramente la città è piccola, le "voci" mormorano e tutto è venuto puntualmente fuori, con le prime lamentele di quelle società che avevano dato fiducia al nuovo corso (e alle parole di Massimo Morgia...) e che ora si vedono "attaccate" da esponenti che chiamano e si presentano a nome Lucchese direttamente le famiglie per portare i ragazzi dal 2014 in giù a entrare a far parte della Scuola Calcio rossonera.
Quindi siamo tutto nel... vociferare..., come quella che l'attività si svolgerebbe sul campo di Carignano (quello che tra poco sarà chiuso perchè tutta l'area in cui si trova è considerata a rischio idraulico...) gestito da anni dal S. Alessio di Bruno Dianda, personaggio storico del calcio lucchese, già segretario della Lucchese. E poi anche nel Centro Sportivo "Madonne Bianche" a Monte San Quirico come già avvenuto alcuni anni fa.
Il quotidiano IL TIRRENO ha pubblicato in questi giorni alcuni articoli in cui alcune società lucchesi di calcio giovanile esprimono il loro rammarico per il comportamento tenuto dalla Lucchese. Come dargli torto? Non si capisce perchè la società non esca allo scoperto e spieghi dettagliatamente i motivi per cui ha scelto questa strada, peraltro legittima, visto che ognuno ha il diritto di muoversi come meglio crede. Il silenzio non è certo invece la cosa migliore. Oltretutto dispiace per la figura di Massimo Morgia, persona squisita, che si trova ora nell'imbarazzo di chi aveva detto certo cose, mentre i fatti poi lo starebbero smentendo. Cambiare idea nella vita è legittimo, basterebbe spiegarlo.
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Scritto da Gino Mazzei il 10/06/2026




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