356 PARTITE, 168 RETI: dopo 18 ANNI, ora è il MOMENTO dell'ADDIO
Si chiude con un gran gol la carriera del bomber Giacomo Manassero

Dopo 356 partite ufficiali e 168 reti realizzate, Giacomo Manassero ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. Lo ha fatto a modo suo, con un gol spettacolare contro la Palleronese: un ultimo gesto tecnico da ricordare, l’ennesimo di una carriera costruita tra campi duri, trasferte infinite e passione autentica, quella del calcio della Lunigiana.
Per capire davvero il valore del percorso di Manassero bisogna conoscere il mondo in cui è cresciuto calcisticamente. Il calcio lunigianese non è fatto di riflettori o tribune gremite, ma di allenamenti sotto la pioggia, spogliatoi freddi d’inverno, campi pesanti e trasferte serali dopo il lavoro. È un calcio fatto di comunità, rivalità vere e appartenenza.
Ed è proprio in questo contesto, spesso difficile ma profondamente sincero, che Manassero ha costruito stagione dopo stagione la sua identità calcistica. Fin dagli esordi alla Pontremolese si intuiva che il pallone tra i piedi parlava una lingua speciale. Tecnica pulita, controllo elegante e una naturale capacità di trattare la palla anche negli spazi più stretti: Manassero è stato uno di quei giocatori capaci di accendere la partita con una giocata improvvisa, un dribbling secco o una conclusione precisa. Non solo un attaccante da area di rigore, ma un interprete intelligente del gioco, capace di legare i reparti e far salire la squadra nei momenti più difficili.
Nel corso degli anni ha vestito le maglie della Pontremolese, Foce Vara, Monti, Magra Azzurri e Serricciolo, Podenzana, Gragnolese, Villafranchese, fino al ritorno con i Veneliani, lasciando ovunque il segno. Restano nella memoria le sfide accese con avversari storici come Panicucci e Della Latta, il rigore sfortunato contro il Pontremoli che avrebbe potuto spalancare le porte dei play-off, ma soprattutto la doppietta decisiva contro il Monti che contribuì alla promozione del Serricciolo: momenti che raccontano non solo un giocatore, ma un protagonista vero del calcio locale.
Nel suo messaggio di saluto non è mancata l’emozione: "Conserverò ogni momento di questa lunga avventura. Ringrazio compagni, allenatori, dirigenti, presidenti e tifosi. Un grazie speciale alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina e mi ha aiutato a crescere come uomo prima ancora che come calciatore".
Diciotto anni vissuti tra sacrifici, trasferte, vittorie e delusioni hanno costruito un bagaglio umano prima ancora che sportivo. Perché in Lunigiana il calcio è prima di tutto relazione, amicizia, identità di paese. Ma quello di Manassero non è un addio definitivo. Il suo percorso continuerà fuori dal campo: sarà infatti uomo mercato del Monti, con la possibilità alternativa di un coinvolgimento nel Podenzana, società alla quale è legata anche la storia della sua famiglia, visto il passato da vicepresidente del nonno. "Non sono triste – ha spiegato – perché sto per iniziare una nuova avventura. Darò tutto me stesso anche in questo ruolo".
Il campo perde un attaccante elegante e intelligente, capace di rendere semplice anche la giocata più difficile. Il campo perde un attaccante elegante e intelligente, capace di rendere semplice anche la giocata più difficile. Il calcio lunigianese, però, ritrova un uomo di esperienza e passione pronto a restituire al territorio ciò che il territorio gli ha insegnato. E non è poco.
Enrico Dedè Baldini
Scritto da La Redazione il 24/04/2026














