"INACCETTABILE che le PAROLE di un ARBITRO rendano FALSO un REFERTO"
Dura presa di posizione del Serravalle e del Presidente Simona Salvadori

La società ASD Serravalle esprime il proprio totale sconcerto e la massima indignazione in merito all'esito del reclamo presentato dopo le pesanti sanzioni:
AMMENDA Euro 50,00 Per tesserato non identificato che a fine gara, unitamente al proprio allenatore, assumeva contegno irriguardoso nei confronti del D.G.
DIRIGENTI - INIBIZIONE A TEMPO FINO AL 5/5/2026: CURCIO MASSIMO Allontanato per aver offeso un calciatore avversario, dopo la notifica offendeva il D.G.
ALLENATORI - SQUALIFICA PER SEI GARE EFFETTIVE MAURI GIANNI: Espulso per aver offeso il D.G., una volta uscito dal terreno di gioco, reiterava le offese. A fine gara, unitamente a tesserato non identificato assumeva contegno irrispettoso verso l'arbitro.
CALCIATORI ESPULSI - SQUALIFICA PER CINQUE GARE EFFETTIVE ZUFANELLI LORENZO: Espulso per aver proferito frase blasfema, uscendo dal terreno di gioco offendeva il D.G.
Le parole del Presidente Simona Salvadori: “Oggi proviamo un profondo senso di impotenza davanti a un sistema che preferisce tutelare la finzione piuttosto che la verità. È inaccettabile che la parola di un arbitro goda di un’immunità tale da rendere verità ufficiale un referto pieno di falsità. Se il pezzo di carta di un singolo può cancellare l'evidenza dei fatti e la parola di un Presidente che investe con onestà, allora il calcio ha smesso di essere uno sport equo. Siamo amareggiati nel constatare che la nostra realtà sia stata sacrificata per proteggere l'infallibilità di chi ha mentito"
Questo il comunicato del club:
Nonostante questo attacco alla nostra onestà, il Serravalle non resterà a guardare in silenzio. La delusione di queste ore si trasformerà in una ferma rivendicazione di dignità.
Sabato 14, in occasione della gara in trasferta, la squadra e la dirigenza porteranno su quel campo tutta l'indignazione di chi è stato vittima di un'ingiustizia palese. Il Serravalle merita ascolto e sapremo farlo capire chiaramente, con un gesto che parlerà per tutti noi.
Non cerchiamo sconti, ma non accettiamo che la menzogna prevalga sul nostro lavoro.
Scritto da La Redazione il 13/03/2026



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