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Una crisi nella crisi: come si può ritrovare il "vecchio" Moise Kean?

La stagione 2025/26 della Fiorentina si sta trasformando in un autentico incubo: la squadra viola è attualmente ultima in classifica in Serie A, bloccata a pochissimi punti e senza nemmeno una vittoria dopo più di una dozzina di giornate, con tensioni interne e prestazioni in campo che riflettono un quadro di profonda difficoltà collettiva. In questo contesto complesso, l’attaccante italiano Moise Kean, fresco reduce da una delle stagioni più prolifiche della sua carriera, sta vivendo una crisi di rendimento che va ben oltre i numeri.

Da protagonista assoluto a involuzione: il paradosso di Kean

Nella stagione 2024/25 Moise Kean era stato tra i protagonisti assoluti della Fiorentina: con 19 gol in Serie A e tre assist, il centravanti si era imposto come uno dei riferimenti offensivi di maggior peso nel campionato italiano. Quel rendimento lo aveva proiettato anche nel giro della Nazionale maggiore e consolidato il suo status di attaccante affidabile e determinante.

La situazione attuale, invece, racconta una storia completamente diversa. I dati parlano chiaro: nelle prime tredici giornate di questo campionato Kean ha segnato soltanto due gol, con un coinvolgimento totale nel gioco (gol + assist) molto basso e una precisione di tiro nettamente inferiore rispetto alla scorsa stagione. Le statistiche mostrano che, pur rimanendo tra i giocatori con un numero elevato di conclusioni, il tasso di conversione è calato drasticamente e la sua influenza nella creazione di occasioni è diminuita in modo significativo.

Cause tecnico-tattiche della crisi

La crisi di Kean non può essere letta come un semplice calo di forma individuale: è profondamente connessa ai limiti tattici e strategici che la Fiorentina sta dimostrando in questo inizio di stagione.

Modulo e transizione offensiva

La squadra viola, nonostante sia da sempre una fucina di talenti, ha faticato a trovare una identità chiara in fase di costruzione e transizione offensiva. Con l’arrivo di un nuovo allenatore e cambi frequenti di modulo, spesso Kean si è trovato isolato in attacco senza un supporto costante dai centrocampisti e dalle ali. La mancanza di fluidità nel gioco ha ridotto la qualità dei palloni giocabili per un attaccante che ha bisogno di ricevere in zona pericolosa e di sviluppare la sua potenza nello stretto.

Supporto insufficiente dai compagni

Un’altra difficoltà riguarda il contributo dei compagni di reparto. Solo in rarissimi casi la Fiorentina è riuscita a creare combinazioni efficaci tra il centravanti e i suoi partner offensivi: l’assenza di un “numero 10” creativo o di esterni capaci di allargare e penetrare con regolarità ha privato Kean di palloni giocabili nelle zone decisive. In un attacco senza idee chiare, la finalizzazione diventa un compito solitario e molto più complicato.

Pressione e clima interno

La pressione psicologica che circonda la squadra, con lo spettro della retrocessione sempre più reale, non aiuta di certo la serenità di un giocatore che basa gran parte del proprio gioco sull’intuito e sulla rapidità di esecuzione. Episodi come i contrasti e i battibecchi in campo tra Kean e altri compagni sono simbolo di uno spogliatoio sotto stress, segno che i problemi della Fiorentina non sono soltanto tattici ma anche emotivi.

Tattica: cosa può cambiare Kean per tornare protagonista

Nonostante il momento difficile, ci sono alcune strade tattiche e di mentalità che Kean può percorrere per ritrovare le prestazioni straordinarie dello scorso anno.

Adattamento del ruolo e posizionamento

Kean è un attaccante dinamico, in grado di muoversi tra le linee e di sfruttare gli spazi aperti. Invece di restare fisso come riferimento avanzato, potrebbe essere utilizzato più spesso come falso nove o in un ruolo leggermente più arretrato, dove può partecipare di più alla costruzione del gioco e liberare spazi per i centrocampisti che arrivano da dietro. Questo cambiamento potrebbe aiutare ad aumentare le occasioni create e a migliorare la sua influenza complessiva sulla manovra.

Migliorare i movimenti senza palla

La capacità di tagliare verso la porta o di allargarsi per aprire varchi sono qualità che Kean possiede e che troppo spesso, in questa stagione, non sono state sfruttate correttamente. Un maggiore dialogo con i centrocampisti, soprattutto nei triangoli stretti, potrebbe dare più continuità alle sue azioni offensive e facilitare il recupero della fiducia.

Ristabilire un equilibrio psicologico

Oltre all’aspetto tattico, Kean dovrà lavorare sulla propria fiducia. Parlare chiaro con il tecnico, chiarire il proprio ruolo all’interno del progetto tattico e assumere una leadership più marcata potrebbero aiutare non solo lui ma l’intero reparto offensivo. In momenti di difficoltà estrema, alzare la voce può essere un elemento chiave per spezzare la spirale negativa.

Il contesto più ampio del campionato

Il campionato di Serie A 2025/26 è tra i più equilibrati e imprevedibili degli ultimi anni. Squadre che inizialmente sembravano favorite hanno conosciuto momenti complicati, mentre club di fascia media si sono rivelati capaci di impensierire i grandi. In un tale scenario, la Fiorentina è l’esempio più eclatante di come una fase negativa può trasformarsi rapidamente in emergenza. Anche nelle scommesse per le partite di serie a questo equilibrio si riflette, con quote molto ravvicinate e pochi pronostici certi, segno di un campionato particolarmente incerto.

A ogni modo, la crisi di Moise Kean con la Fiorentina non è un caso isolato: è il risultato di un insieme di problemi tattici, psicologici e di squadra. Per ritrovare le prestazioni straordinarie che lo avevano lanciato nell’élite dei bomber di Serie A, Kean dovrà adattare il proprio gioco, lavorare sulla fiducia e trovare un modo per influenzare maggiormente la manovra offensiva. Solo così potrà trasformarsi di nuovo da simbolo di un’annata deludente in faro di una possibile rinascita viola.

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  Scritto da La Redazione il 18/12/2025
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