Dopo tanti anni da allenatore
(LEGGI QUA),
Gianni Augusti da oltre un anno ha cambiato ruolo alla
Sestese, la società di cui lui è un qualcosa di più che una "bandiera".
Augusti si è confidato sulla pagina facebook della Sestese con alcuni importanti pensieri. Eccoli.
"Il calcio ha accompagnato tutte le fasi della mia vita. Questa è la mia ventitreesima stagione in Sestese e la seconda come Responsabile degli Esordienti. Per me è motivo di grande orgoglio".
"Questo sport mi ha regalato grandissime emozioni. Conservo immagini bellissime di ogni mia singola esperienza, ma gli anni trascorsi in Fiorentina sono quelli a cui sono più legato. Con la maglia viola ho vinto per due volte il Torneo di Viareggio, che ai tempi era la manifestazione giovanile più prestigiosa a livello mondiale, e la seconda volta sono stato inserito nella top 11 del torneo. In quegli anni ebbi anche la fortuna di incontrare Renzo Ulivieri, l'allenatore che più di tutti mi ha aiutato a maturare come calciatore e non solo".
"Non nego che mi sento ancora allenatore. Per questo, seppur da dietro una scrivania, prediligo focalizzarmi sugli aspetti di campo. Mi piace rapportarmi costantemente con gli istruttori e con i nostri ragazzi, ma allo stesso tempo dedico massima attenzione anche agli aspetti organizzativi per essere di supporto a tutte le dinamiche dell'attività".
"Il ruolo di "cerniera" fra scuola calcio e settore giovanile mi stimola e mi coinvolge moltissimo.Nella mia esperienza da allenatore del settore giovanile della Sestese, notavo che vi era un distacco troppo marcato nel passaggio fra queste due dimensioni. Oggi il mio focus è principalmente quello di accorciare questa distanza, che era sia tecnica che mentale, per facilitare l'inserimento e l'ambientamento dei nostri calciatori nella realtà del settore giovanile".
"Il calcio di oggi è profondamente cambiato. Per la mia generazione non è scontato sapersi riconoscere in questa nuova dimensione. In alcuni ambiti c'è stata un'evoluzione positiva che è innegabile. Altri aspetti invece mi lasciano perplesso. A mio avviso, paradossalmente, le troppe conoscenze ci hanno allontanato dall'abc del calcio. Mi piacerebbe riscontrare negli istruttori una maggiore semplicità. Anche a livello di scuola calcio si parla troppo di principi e troppo poco di tecnica individuale".
fonte pagina facebook sestese calcio