Andrea VAGLINI e CALCIOFAIRPLAY TOSCANA: un BINOMIO indissolubile
Il Responsabile del Settore Giovanile del Montelupo è tra i fondatori del gruppo
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Andrea Vaglini è responsabile del settore giovanile dell’USC Montelupo dalla stagione 2018/19 quando fu promosso dalla panchina degli Allievi Regionali alla scrivania di Direttore. In ambito giovanile la sua vita calcistica di mister e dirigente si divide tra le due società nelle quali ha trascorso ben 26 stagioni, evidenziando il lato affettivo del proprio carattere che lo fa apprezzare per la propria sensibilità oltre che per la competenza con le quali si rapporta al proprio ruolo.
Sono state infatti Montelupo e Sporting Arno (inframezzate da una brevissima esperienza all’US Limite e Capraia) le due piazze calcistiche che hanno formato il percorso di Andrea, prima come Mister molto stimato e quotato dagli addetti ai lavori ed estremamente apprezzato per le proprie doti umane; oltre che per le competenze tecniche, e successivamente come dirigente. Ed è proprio a Badia a Settimo che ha avuto modo di lavorare con un'icona del calcio giovanile come Massimo Nelli, dal quale ha sicuramente carpito segreti e spunti ritornati utili nello svolgimento del ruolo di direttore.
Andrea Vaglini è uno dei “senatori” del gruppo CalcioFairPlay Toscana essendo stato tra i “fondatori” del gruppo stesso. Il dirigente parla della sua società. "L’USC Montelupo è una delle società calcistiche più longeve della nostra regione, basti pensare che questo è il novantunesimo anno di attività del club amaranto. La società ha vissuto negli ultimi due anni un profondo e radicale rinnovamento del gruppo dirigenziale che adesso vede Alberto De Luca alla presidenza e Gabriele Alderighi e Valerio Zucchelli vice presidenti. I nostri ragazzi hanno la fortuna di poter svolgere la propria attività in impianti sportivi davvero di prim’ordine e questo incide in maniera estremamente positiva sulla qualità della formazione dei ragazzi stessi. La nostra prima squadra milita nel difficile campionato di Promozione dove si sta ben comportando e (questo lo dico con un pizzico di orgoglio) lo sta affrontandolo con una rosa molto giovane e composta in gran parte da ragazzi cresciuti nel nostro vivaio. Passando al Settore Giovanile, partecipiamo con tutte le categorie principali (Juniores, Allievi e Giovanissimi) ai campionati Regionali. La Juniores, sotto la direzione sportiva di Massimiliano Gori (che si occupa anche della prima squadra) partecipa all’impegnativo girone di Élite, mentre Under 17 e Under 15 sono impegnati nei gironi regionali, la squadra Under 16 (allievi B) invece si cimenta nell’impegnativo girone di merito fiorentino. La cosa che mi piace sottolineare però, oltre ovviamente a quanto appena esposto e che riguarda un aspetto significativo della nostra politica sportiva, è il fatto che da anni iscriviamo le doppie squadre nelle varie categorie. Questo, ovviamente, nelle leve dove abbiamo un consistente numero di tesserati per permettere, anche a chi è meno pronto, di giocare a calcio nel proprio ambiente senza particolari pressioni. Tutto ciò comporta al sottoscritto, ovviamente, un lavoro doppio e un impegno enorme perché sostanzialmente si tratta di dirigere la mole di squadre che generalmente si hanno in due società distinte tentando di far collimare esigenze, problematiche e situazioni spesso agli antipodi. Come dicevo, si tratta di un impegno gravoso, ma l’intento di poter permettere a chiunque di giocare a calcio nella realtà di casa mi trasmette l’entusiasmo necessario per far fronte ad un impegno gestionale così importante e che porto avanti con grande motivazione. Montelupo vanta anche una ottima Scuola Calcio, egregiamente diretta da Mattia Grazzini, dove l’obiettivo primario è quello di far crescere i bambini da un punto di vista tecnico e comportamentale, mettendo sempre al centro dell’attività il divertimento senza l’esasperazione e la ricerca ossessiva del risultato che purtroppo vediamo spesso in altre realtà".
Cosa rappresenta per lei calciofairplay? Perché ne fa parte? "CalcioFairPlay Toscana per me rappresenta un sogno da realizzare, forse un’utopia bellissima, un coacervo di idee e progetti di grande valore etico. Parlo di Utopia perché, nella testa di ognuno di noi che ne facciamo parte, è ben chiara l’idea che gran parte di questi progetti siano di difficilissima attuazione, ma è un’Utopia nella quale tutti noi che ne siamo coinvolti, crediamo fermamente. Da anni sostengo che il mondo del calcio giovanile vada assolutamente “rimodulato” a 360 gradi, che sia pervaso da comportamenti poco edificanti e che sia popolato da individui e personaggi che poco hanno a che fare con quelli che dovrebbero essere i principi e i valori che un operatore di settore giovanile dovrebbe possedere. Con l’andare del tempo si sono persi certi fondamentali valori che chi, come noi, svolge un ruolo comunque educativo nei confronti dei ragazzi, dovrebbe mettere al primo posto; CalcioFairPlay Toscana sostanzialmente nasce proprio per questo: riportare quei valori al centro del mondo del calcio giovanile. Spesso si sentono pronunciare dagli addetti ai lavori frasi tipo “d’altronde lo fanno tutti” oppure “è sempre stato fatto così”, per giustificare certi comportamenti. Ecco io credo che sia davvero giunta l’ora che tutti quanti noi operatori di settore giovanile e ancor più, chi opera nell’ambito “scuola calcio”, dobbiamo mettere in pratica un profondo cambiamento, di “cultura sportiva”, di mentalità e anche di aspettative, ponendo davvero al centro dell’attività calcistica di settore giovanile i nostri ragazzi. È proprio per questo motivo che ho creduto fin dal primo momento in questo “progetto” di CalcioFairPlay Toscana, al punto che sono stato uno dei co-fondatori. Il nostro progetto va proprio in questa direzione. La cosa più sorprendente ed inaspettata per me, è stata quella di realizzare che ci sono invece tantissimi addetti ai lavori che condividono certe visioni e certi valori. In poco più di un anno il gruppo si è allargato a macchia d’olio, ed ha messo in atto iniziative davvero importanti (pur in un periodo davvero molto difficile a causa della Pandemia che ci ha giocoforza limitato il raggio d’azione)".
Programma e riflessioni per il prossimo futuro? "In questo momento di grande difficoltà ed incertezza il mio pensiero va ai ragazzi, soprattutto a quelli che lentamente stanno mollando. Purtroppo, confrontandomi quotidianamente con tanti miei colleghi, stiamo vedendo che il tasso di abbandono dell’attività calcistica è in esponenziale aumento. Questa pandemia ha davvero prodotto una grande confusione in testa ai nostri ragazzi e in particolar modo negli adolescenti, destabilizzandoli e creando loro degli schemi mentali di incertezza e insicurezza. Tutto questo per me è motivo di grande sofferenza. Loro sono sicuramente la parte più colpita da tutto questo caos scatenato dal Covid e dall’intermittenza con la quale siamo stati costretti a portare avanti la nostra attività negli ultimi due anni. Proprio per questo, ed anzi a maggior ragione, è auspicabile una riforma di tutta l’attività di base e del settore giovanile, affinché si possano “alleggerire” i ragazzi da quelle tensioni e pressioni che un certo tipo di attività agonistica inevitabilmente produce, riportando al campo sportivo quel pizzico di leggerezza e spensieratezza, stimoli indispensabili per ritrovare l’entusiasmo perduto".
Il movimento Calcio Fair Play Toscana, che cos'è? Di cosa si tratta? "CFPT nasce come un movimento di pensiero spontaneo durante il primo lockdown. Il movimento, del quale sono stato da subito un sostenitore, è composto da addetti ai lavori (direttori sportivi, direttori generali, responsabili scuola calcio e anche presidenti) e nasce da una condivisione di idee e valori che si è concretizzata durante la pandemia e benché rappresenti un gruppo eterogeneo di società, è caratterizzato da una sorprendente unità di intenti che si traduce in un "modus operandi" univoco. CFPT non rappresenta le società, ma le persone che ne fanno parte ed è aperto a chiunque voglia farne parte purché approvi, condivida e metta in atto i principi che lo caratterizzano. Il nostro obiettivo è quello di stimolare riflessioni e organizzare momenti di incontro e di confronto che possano essere utili a migliorare il mondo del calcio giovanile in tutte le sue componenti. In tal senso, compatibilmente con le difficoltà organizzative dovute alle restrizioni Covid, abbiamo già organizzato due incontri territoriali molto costruttivi a Montelupo, dove hanno presenziato gli addetti ai lavori dell'empolese Valdelsa, e a Campi Bisenzio dove ci siamo rivolti ai rappresentanti dell'area Firenze Nord / Prato. Questi incontri sono sempre caratterizzati da scambi di informazioni ed idee che non sempre sono "allineate alle nostre visioni sul calcio giovanile ma noi di CFPT siamo assolutamente consapevoli che è proprio dal contraddittorio e dal confronto a volte anche aspro, che nascono le idee vincenti per formulare proposte intelligenti e valide. Il successo di questi incontri ci ha portato a calendarizzarne altri due nelle prossime settimane: il primo si terrà a Firenze (nei locali dei Salesiani) per l'area Firenze sud e un altro Pisa per le società cittadine e della Valdera".
Scritto da La Redazione il 23/02/2022

















