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"Le società TOSCANE stiano TRANQUILLE, garantiremo NUMERI e QUALITA'"

Parla il Presidente AIA Tiziano Reni, che promuove anche la nuova campagna "Diventa arbitro"

A tu per tu con il nuovo Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri della Toscana Tiziano Reni, in carica da luglio 2021, con il quale abbiamo trattato tanti importanti ed attuali temi che coinvolgono il mondo dei nostri fischietti. Tra quelli più all'ordine del giorno c'erano i dubbi sulla copertura arbitrale delle gare a partire dalle prossime settimane (LEGGI QUA), ma il numero uno degli arbitri toscani ha fatto estrema chiarezza a tal riguardo.

La pandemia ha messo ancor più a nudo una una problematica importante, come la carenza di reclutamento di nuovi arbitri. "Abbiamo un problema di organico e di affiliati, dovuto da una mancanza di corsi e di conseguente reclutamento nell’ultimo anno e mezzo. Solitamente ognuna delle quindici sezioni della Toscana organizza due corsi a stagione, con la nomina di un centinaio di nuovi arbitri che permette di far fronte alle dimissioni. Con la pandemia, per varie problematiche personali, ci sono state più dimissioni del solito, in più non sono stati formati nuovi arbitri, ed ecco che sono arrivate le carenze numeriche".

Reni, però, rassicura i club toscani per la stagione sportiva in corso. "Insieme all’AIA nazionale, che ci sta dando un contributo importantissimo, abbiamo fatto delle valutazioni e, dopo il mio insediamento a luglio, abbiamo fatto una pianificazione che aveva evidenziato potenziali problematiche quando la stagione sarebbe entrata nel vivo, ovvero ad ottobre quando tutti i campionati dilettantistici e giovanili sarebbero iniziati. Abbiamo fatto un po‘ di conti, e con i primi corsi che termineranno tra fine novembre ed inizio dicembre, abbiamo pensato di coinvolgere la Lega Nazionale Dilettanti Toscana ed il Presidente Paolo Mangini, chiedendo di poter anticipare al sabato alcune gare di Eccellenza e Promozione, così da recuperare quegli arbitri per la domenica, in modo non solo da coprire numericamente le gare, ma anche di garantire una elevata qualità come meritano clubs blasonati come quelli toscani. I nostri arbitri ed i nostri assistenti si stanno dando davvero da fare, le società non hanno di che preoccuparsi".

Cosa può spingere un ragazzo a diventare arbitro? "In Italia siamo attualmente circa trentamila, con la pandemia abbiamo perso tra le tremila e le quattromila unità, ma il problema prevalente nel nostro paese è la mentalità e l’ottica con le quali viene visto questo mondo. Fare l’arbitro è una grande scuola di disciplina e di regole, e non è mai stato facile avvicinarsi a questo mondo. Si può intraprendere questo cammino a partire dai quattordici anni, con i ragazzi che si trovano improvvisamente proiettati ad un confronto con gli adulti e questo crea preoccupazioni e difficoltà enormi perché non tutti hanno certe caratteristiche a livello caratteriale. Certo è che fare l’arbitro fa crescere molto sotto questo punto di vista. Inoltre viene rilasciata una tessera che permette di assistere gratuitamente a tutte le gare di Serie A, cosa non da poco che permette di poter seguire la squadra per cui si simpatizza. Viene dato un rimborso economico per ogni gara arbitrata ed hai la possibilità di girare prima la propria provincia, poi la regione e, se si è bravi e fortunati, anche l’Italia. Io ho fatto il corso per arbitri nel 1997, ho iniziato la mia avventura sui campi nel 1998, arrivando fino alla Serie C, da sette anni sono dirigente e da qualche mese presidente toscano e non posso che consigliare di intraprendere questa bellissima ed importante avventura a livello umano".

Reni esterna tutto il proprio amore per questa categoria. "Fare l’arbitro è una scuola di vita, mi ha insegnato ad intensificare i rapporti umani ed il confronto con le persone. Io ho due figli, un maschio ed una femmina, e mi auguro che almeno uno dei due possa provare questa avventura perché la ritengo fondamentale per la crescita, essendo uno sport sano e controllato, che ti impegna a livello fisico e mentale, e che ti può dare tanti spunti per crescere".

Un vento nuovo sta soffiando in Italia sulla classe arbitrale. "Con la nuova goverance del Presidente AIA nazionale Alfredo Trentalange e del vice Presidente Duccio Baglioni, che tra l’altro è fiorentino, si sta portando avanti qualcosa di incredibile, che potrà portare a grande numeri. Tra le novità più importanti ci sarà quella del doppio tesseramento, che permetterà a tutti i ragazzi dai quattordici anni compiuti ai diciassette non compiuti che giocano in qualunque società giovanile di fare anche contemporaneamente il corso e diventare conseguentemente arbitro. Come paletti ci sono esclusivamente quelli di non potrebbe dirigere le gare della propria squadra e del proprio campionato, oltre a non poter giocare o arbitrare se si venisse sospesi a livello disciplinare. Questa novità ti mette in condizione di imparare il regolamento e fare contemporaneamente due attività, una più formativa a livello umano e retribuita, e l’altra di pura passione. Inoltre, un giocatore che conosce perfettamente il regolamento, lo può riportare ai dirigenti e ai propri compagni, per quello che potrà essere un processo di crescita comune. Compiuti i diciassette anni il ragazzo potrà poi scegliere cosa continuare a fare. Tutto questo farà parte della grande campagna televisiva e social "Diventa arbitro", accessibile dal sito www.aia-figc.it, che sta per partire, inoltre abbiamo solidificato il rapporto con il MIUR, il quale ci ha facilitato gli accessi nelle scuole, ed ogni sezione della Toscana sta organizzando il proprio gruppo di reclutamento. Ci stiamo quindi muovendo molto per tamponare questa emorragia e la linea tracciata siamo sicuri che possa essere molto produttiva".

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  Scritto da Massimo Benedetti il 15/10/2021
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