Prima di Forcoli-Atl. Piombino, altri due casi recenti in Toscana
Il Giudice Sportivo ha sempre chiarito che il ritorno in campo a tre under deve poi essere rispettato

Quello accaduto tra Forcoli e Atletico Piombino, non è il primo caso di reclamo dovuto all’impiego di giovani fuoriquota. Escludiamo dalla lista i casi in cui è violato in “pieno” il mancato numero di giovani under per la categoria, i casi precedenti dovuti all’uscita dal campo di gioco di un under per espulsione sono stati due nei campionati della FIGC delegazione regionale Toscana.
Fu il campionato di seconda categoria girone A a fungere da apripista per tale tipo di giurisprudenza, nella gara del 18 marzo 2012 tra Poveromo e Romagnano (1-1 il risultato sul campo).
Rileggendo la sentenza del Giudice Sportivo, si risale all’accaduto (alcune parti delle sentenze sono state emesse):
“L’Atl. Romagnano, sceso in campo con tre giovani, al 31’ vedeva l’espulsione di uno di loro (Manfredi)”. Trattandosi di un portiere, il tecnico apuano opta ovviamente per la sostituzione di un giocatore di movimento (Banti) per lasciare spazio al secondo portiere Bertoni, altro under. La posizione del GS inizia ad avere una linea quando, a tal punto della spiegazione dei fatti, puntualizza sul fatto che gli Under in campo sono nuovamente tre. Il racconto prosegue con l’atto incriminato nel reclamo del Poveromo: “nel secondo tempo veniva sostituito un calciatore under (Dignani) con un calciatore 1976”. L’espulso under esce di scena ancora una volta perché il GS dichiara a tal punto “l’ASD Atletico Romagnano concludeva l’incontro schierando due soli giovani calciatori”.
Il GS opta per la perdita a tavolino della partita del Romagnano e la vittoria a tavolino del Poveromo.
Nel campionato successivo, episodio simile in Vorno – Aullese, chiusa sul campo sul punteggio di 1-2 ribaltato in sede disciplinare proprio per un caso di “ripristino” del terzo under. Qui il caso è ancora più simile a quanto accaduto tra Piombino e Forcoli: non c’è un immediato ripristino del terzo under a seguito dell’espulsione di un coetaneo, ma il cambio che rimette il giovane in campo avviene dopo molto tempo. Nulla da eccepire sino a quando la squadra lunigiana al31’del secondo tempo uno dei calciatori giovani (Sarti, 1991), veniva sostituito con un “non giovane”. Il Vorno, memoria buona di quanto accaduto l’anno prima al Poveromo, vince la partita.
Come mai non viene più considerato l’under espulso al momento in cui il numero di under in campo con la squadra in dieci uomini e di tre giocatori? Come mai non viene considerato anche l’under espulso? Nel CU 61 del 28 aprile 2012 si legge tra le osservazioni del Giudice Sportivo: “… lo spirito della prescrizione (rif. norme sui “giovani calciatori”) è quello di garantire costantemente, nei limiti del possibile, la permanenza in campo di tre calciatori giovani”, pur prevedendo l’impossibilità di rispettare l’obbligo dello schieramento minimo di giovani calciatori in campo causa espulsione o infortunio”. La società che effettua l’ingresso in campo di un quarto giovane in campo (due già in campo, uno espulso), rinuncia alla clausola di salvaguardia, che gli concede la possibilità di “restare in campo con due giovani in campo”.
Stando quindi alla giurisprudenza e a meno che non emergano nuovi elementi nella vicenda, facile scommettere che l’Atletico Piombino possa vincere la partita a tavolino. La Giustizia Sportiva, difficilmente emette verdetti su presunzioni di agire della squadra, ma bensì emette solo verdetti in base alla propria interpretazione.
Scritto da Michele Citarella il 30/01/2015






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