Eccellenza, Cerasa e la "trasformazione" del Real Forte Querceta
"Abbiamo uno spirito nuovo, ora c'è disponibilità a giocare di squadra e con Vannucchi in mezzo al campo c'è maggior equilibrio"

Tre partite da quanto è tornato, tre vittorie, e che vittorie… Dieci gol segnati, solo due realizzati. Ultima “perla” il nettissimo 0-4 nel derbissimo di Pietrasanta di domenica scorsa. Proprio vero, con il ritorno di Maurizio Cerasa il Real Forte Querceta sembra aver cambiato decisamente passo. Sarà una coincidenza o meno…
“In effetti ho ritrovato una squadra diversa – dice a TOSCANAGOL il tecnico di Lucca – che ha capito tante cose, che è cresciuta sotto l’aspetto tecnico e mentale. Sono cambiati poi alcuni giocatori e con i nuovi tutto è più funzionale al gioco e alla mia filosofia.”
Il Real Forte Querceta così sembra (usiamo sempre il condizionale, nel calcio si sa è così…) aver mollato gli ormeggi dopo una prima parte di stagione del tutto particolare. Tante aspettative (forse troppe) dopo una campagna acquisti estiva importante che avevano posto la società del presidente Alessandro Mussi sotto la luce dei riflettori, dimenticando forse che era solo una matricola nella nuova categoria.
Cerasa esonerato, un mese con Del Nero in panchina, poi il ritorno di Cerasa. Nel mezzo alcune importanti operazioni nel mercato di Dicembre, con alcuni svincolati eccellenti (vedi Federico Tosi tornato a Camaiore) e arrivi “ad hoc” per trovare quell’equilibrio tanto agognato. “Non nascondo che nella prima parte della stagione- spiega Cerasa - abbiamo avuto qualche problema a livello tattico, nella disponibilità dei giocatori a ragionare tutti insieme e a pensare da squadra. Ho ritrovato invece uno spirito diverso nei momenti di difficoltà dove emerge una compattezza diversa. Ora siamo più sereni ed equilibrati in campo.”
La mossa decisiva sembra essere quella di un impiego diverso di Ighli Vannucchi, “stella” della squadra, che Cerasa ora impiega “alla Pirlo” come regista vertice basso di un triangolo di centrocampo. “Avevo iniziato a farlo già nell’ultima partita prima dell’esonero quando perdemmo con il Camaiore. Lui ora sta giocando partite stratosferiche: con lui in mezzo abbiamo idee, corsa, gioco, siamo abili nel corto e nel lungo.”
Il Real Forte Querceta è cambiato anche davanti. Paradossalmente il “sacrificio” di Tosi ha portato benefici. “Federico e Arzelà sono due grandi giocatori, ma sono entrambi abituati ad essere gli unici terminali del gioco, insieme si pestano i piedi. Hanno bisogno di giocatori che lavorano per lui. Federico ora sta facendo benissimo a Camaiore, Cesare con noi.”
Ora il Real Forte Querceta gioca con il 4-3-3 o 4-3-1-2. “Abbiamo due elementi veloci come Galligani e Piacentini che sono perfetti per Arzelà e per giocare anche di ripartenza. Abbiamo poi un giovane come Pacini (classe 1996) che sta crescendo tantissimo e che posso utilizzare anche come mezzapunta.”
Ora gli obiettivi tornano ad essere importanti. “Lo sono sempre stati, il fatto è che tutti inizialmente ci aspettavano al varco. C’era troppo ansia, in tante partite dopo venti minuti sentivamo la pressione di doverle vincere per forza e così ci perdevamo. Abbiamo sbagliato tanto. Il mio esonero? E' normale, quando le cose non vanno è logico che l’allenatore venga messo in discussione. Sono sempre rimasto in ottimi rapporti con la società e quando mi hanno richiamato non ci sono stati problemi.”
Nove punti dal Viareggio capolista, tanti per sperare in una clamorosa rimonta? “Se davanti buttano via il campionato, noi dobbiamo essere bravi ad esserci. Ora però l’importante è scalare la classifica, restare umili e giocarci partita dopo partita con la mentalità che ora abbiamo. Restiamo ambiziosi, ci mancherebbe, ma dobbiamo continuare con questa determinazione e spirito di squadra.”
Scritto da Gino Mazzei il 20/01/2015



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