Eccellenza Gir. A, Cali spiega i motivi dell'addio al Castelfiorentino
"Nelle ultime settimane la fiducia della società è venuta a mancare, avevo perso la gioia"
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Cristian Cali, ormai ex allenatore della prima squadra del Castelfiorentino, torna sulle sue dimissioni e, ai microfoni di TOSCANAGOL, spiega i motivi che lo hanno portato a questa sofferta decisione.
“Siamo partiti con un progetto al centro del quale c’erano i giovani - dichiara Cali - e sapevamo che avremmo trovato difficoltà in questa categoria. Per varie problematiche, ci siamo ritrovati in un momento della stagione ad allenarci in quattordici, numero sicuramente esiguo per una squadra che partecipa al campionato di Eccellenza. La società era consapevole di questa problematica, ma all’interno di essa non era ben chiaro il ruolo di alcune figure dirigenziali, e in un momento di difficoltà mi sono reso conto che non c’erano più i presupposti per andare avanti.”
Dopo un inizio con buoni propositi, la situazione è andata peggiorando. “Quella a mia disposizione era una rosa molto giovane, basti pensare che il più grande, Rodriguez, è un classe 1988. La squadra ha fatto benissimo, nonostante al primo errore, giocando contro giocatori esperti con tanti anni alle spalle in categorie superiore, fosse normale che si venisse puniti. Ma fintanto che la società sposava il progetto ed era unita nei confronti miei e della squadra le cose sono andate bene. Nelle ultime settimane questa fiducia è venuta a mancare, così ho deciso di lasciare, non c’era più i presupposti per portare avanti un’impresa difficile, quasi impossibile.”
Quando ha deciso di comunicare la sua scelta? “Domenica, prima della gara sul campo del Marina la Portuale, ho comunicato al presidente e ai ragazzi la mia decisione di rassegnare le dimissioni. La squadra ha sfoderato una grande partita, pareggiando 3-3 su un campo ostico, i giocatori hanno dimostrato di essere dalla mia parte e questa per me è stata la vittoria personale più grande.”
In un primo momento la società aveva respinto le dimissioni di Cali. “I ragazzi, Rodriguez su tutti, nella giornata di lunedì hanno voluto incontrare la società perché mi convincessero a rimanere, ma in serata sono stato contattato per comunicarmi che le mie dimissioni erano state accettate. Con il Presidente Michele Tomasulo ci siamo salutati senza alcun rancore, sono orgoglioso del lavoro svolto e di quello che i ragazzi hanno dato, e li ringrazio pubblicamente, così come la società, ed auguro loro di centrare quella salvezza per la quale abbiamo iniziato a lavoro il 31 luglio scorso. Certo è che nel calcio non si può soffrire, ci vuole gioia e quando questa svanisce è difficile andare avanti…”
Scritto da Massimo Benedetti il 16/12/2014








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