Bongiorni sulla "Gazzetta" racconta come ha scoperto Bonaventura
Una pagina sulla rosea con l'intervista al direttore generale del Margine

La continua scalata di Giacomo Bonaventura è seguita con grande attenzione dai mass media. Il gol di domenica sera contro il Napoli è il motivo ancora per una riflessione sulla carriera del ragazzo marchigiano che ha avuto in Toscana il suo "lancio" verso il grande calcio.
Antonio Bongiorni, direttore generale del Margine Coperta, è colui che l'ha scoperto e proposto all'Atalanta. L'esperto talent scout è stato intervistato nell'edizione odierna della "Gazzetta dello Sport". "Fu un'illuminazione. "Caro Antonio, se ci credi tu.. Ha piedi buoni, ma fisicamente è indietro: lo scelsi di vederlo al torneo "Basalari" a Viareggio. Margine Coperta, la nostra squadra, contro la Lucchese. Più lo picchiavano, più faceva cose strabilianti. A fine primo tempo vincevamo uno a zero con un suo gol e lo tolsi perchè avevo paura gli facessero male. Perdemmo due a uno ma non era quello che mi interessava. Contava di aver scoperto un altro gioiello."
Oggi Bonaventura è il terzo marcatore del Milan, dietro un francese già passato per la corte degli sceicchi e una star del Giappone che gira con l'autista di Beckham. "L'umiltà di Giacomo è spaventosa: estate 2013, il Margine vince il titolo italiano con i Giovanissimi, la prima volta nello nostra storia. Jack è in vacanza a Formentera: lasciò per venire a far festa in piazza con noi.".
Bongiorni dirige tutto, i talento (da qui sono partiti Vannucchi, Rossini, Guarente e Pazzini) e i sentimenti. "Giacomo viveva al convitto di Pescia. La mattina all'Istituto Tecnico Industriale di Lucca, il pomeriggio ad allenarsi. Passavo a prenderlo ogni giorno. Era solo, con la famiglia lontana. Oggi mi telefona quasi tutti i giorni. Ieri gli ho detto: "Sono orgoglioso" di te".
In mezzo c'è tutta un'altra storia. "C'è un premio da ritirare a San Severino Marche, il paese di jack. A cena mi si avvicina Antonio Pala che già lavorava per l'Atalanta e mi presenta Giacomo. "Caro Antonio.. se ci credi tu". Non era pronto per andare subito a Bergamo, venne da noi che siamo una società satellite. Io scelsi di crederci comunque e quel torneo a Viareggio confermò l'intuizione. Decisi di trattarlo con il Tolentino: incontro all'uscita del casello di Val di Chiana e accordo chiuso. In un altro torneo vennero a vederlo Favini, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta e Finardi, l'allenatore della Primavera. In tre minuti decisero che Jack avrebbe continuato a crescere con loro."
Scritto da La Redazione il 16/12/2014















