Genitori che litigano, gli allenatori fermano e mandano tutti a casa
E' successo in una partita dei Pulcini 2004 tra Margine Coperta e Giovani Calciatori

Ci risiamo. Ancora un episodio da censurare sui campi da gioco, ancora genitori che pensano di andare a vedere le partite dei propri piccoli figli e di essere a "San Siro" o al "Bernabeu"... L'ultima "storia" è quella che ci arriva dal campo di Margine Coperta in occasione della partita della categoria "Pulcini" (pensate un po'...) tra Margine Coperta e Giovani Calciatori Monsummano.
Bambini di 10 anni, genitori che come purtroppo troppe volte succede, perdono un'altra occasione per stare al loro posto, si lasciano andare nelle loro becere liti e offrono il peggio di loro stessi. Il tutto, come sempre, non pensando che lo "spettacolo" offerto, è davanti ai loro figli. La loro maleducazione e non cultura sportiva, diventano un insegnamento per i loro figli. Senza pensare poi a quello che dicono loro nei tragitti da e per il campo da gioco e nella vita di tutti i giorni...
Così, a Margine dopo reiterati insulti e momenti di tensione tra le "opposte tifoserie", ecco che gli istruttori delle due squadre (finalmente qualcuno saggio...) hanno pensato bene di interrompere la partita: tutti a casa, siamo qua per divertirci, se voi volete litigare e lo "spunto" siamo noi. ci fermiamo. Sacrosanta decisione.
Il concetto sta diventanto un tormentone. Troppi episodi che spiegano il "clima" esaltato che serpeggia sui campi del calcio giovanile. Qualcuno propone la "chiusura" dei campi, il giocare a porte chiuse come deterrente. Qualche società in passato l'ha fatto per lanciare un messaggio forte e chiaro.
Il fatto è che servirebbe all'interno delle società riuscire a stabilire un contatto diverso con quei genitori che sulle tribune si comportano in una certa maniera. Possono essere circoscritti, magari isolati e allontanati. Il problema è la gestone del figlio: perchè deve essere lui a "pagare" il cattivo comportamento del padre o della madre? Qualcosa però va fatto, altrimenti si è sempre sotto scacco da questi personaggi che certo non servono al calcio.
Siamo sempre alle solite. Deve cambiare l'approccio a questo gioco. Deve cambiare la testa di chi "scarica" qua le sue frustazioni e le sue ansie. Vincere è solo obiettivo, non c'è rispetto per l'avversario, per l'educazione e per lo spirito sportivo. Troppe volte in questi anni ci siamo trovati a ribadire questi concetti, ma la strada è sempre più lunga e sempre più in salita...
P.S. Bellissimo il cartello che abbiamo messo come foto di questo articolo. Lo abbiamo trovato nel web e impone una riflessione. A quei genitori che sbraitano, urlano e offendono dalla tribune un pensiero: i vostri figli vi guardano e sentono, è così che li crescete?
Scritto da Gino Mazzei il 10/12/2014















