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"Ormai allena soltanto chi fa marketing, non chi lavora sul campo"

Alessio Miliani a 360° parla del divorzio con il Cgc Capezzano Pianore e del calcio "malato" di oggi

Per la prima volta, dopo venti anni, Alessio Miliani è fermo ai box ad inizio stagione. Dopo l’ottimo terzo posto centrato nella scorsa stagione con gli Allievi Regionali del Cgc Capezzano Pianore, il tecnico versiliese non è stato confermato. Miliani ha deciso così di fermarsi per guardare il mondo del calcio da fuori, ed ha scelto TOSCANAGOL per esternare tutte le sue sensazioni.

L'allenatore torna sull’addio al club del Presidente Ivo Coli. “Probabilmente non rientravo nel target di allenatori che piacciono a Capezzano Pianore. Fino al 3 giugno, data in cui mi è stata comunicata la mancata conferma, niente lasciava presagire questo divorzio. Va detto, però, che la società si è comportata bene con me fino al termine della stagione. Presumo che non sia piaciuto qualcosa fuori dal campo, perché a livello di risultati abbiamo centrato un ottimo terzo posto dietro a due corazzate come Capostrada Belvedere e Lucchese. Nella stagione precedente gli Allievi Regionali si erano salvati con grande affanno, mentre i miei ragazzi si sono distinti fuori e dentro il campo, mantenendo anche l’imbattibilità interna in campionato. Abbiamo giocato alla pari con la Fiorentina nella “Supercoppa Settembre Lucchese”, inoltre il difensore Andrea Baldassari è passato al Genoa ed il centrocampista Matteo De Wit al Livorno. La stagione è stata dunque più che positiva, direi impeccabile. Durante l’anno qualche discussione con la direzione tecnica c’è stata, ma penso che sia normale in un ambiente lavorativo un confronto amichevole ed educato.

A Miliani non piace più il calcio “malato” di oggi. “Rimango fermo ai nastri di partenza dopo venti stagioni consecutive. Dopo un brutto infortunio interruppi la mia carriera da calciatore per intraprendere quella da allenatore molto presto. Iniziai con la Scuola Calcio Bodini dell’allora Direttore Sportivo Luigi Sanini, poi, dopo tre stagioni, iniziai la varia trafila tra le società della Versilia. La scorsa estate, vista la mancata conferma al Cgc Capezzano Pianore, ho ritenuto giusto staccare per vedere dall’esterno il mondo del calcio in questa fase. Da fuori, sto appurando che, oltre ai problemi di natura economica, mancano principalmente i progetti. Ultimamente si spende molto tempo con le pubbliche relazioni, si vende fumo, tutti fanno cose meravigliose a parole, ma, specialmente sul campo, non viene fatto niente di eccezionale da gran parte della società.

Qual è il calcio che fa per lei? “In venti anni ho sempre concentrato i miei sforzi sul campo, e forse è proprio per questo che non sono riuscito a salire in categorie più importanti. Nel calcio di oggi fa strada solo chi è bravo nel marketing. Il mio tipo di calcio è un altro, il mio punto di riferimento, infatti, è Paolo Baldi, vincitore di tre titoli italiani, due con la Lucchese ed uno con il Tau Calcio Altopascio, personaggio al quale non piace mettersi in mostra, ma che pensa solo a far giocare i suoi ragazzi a calcio.

Miliani non le manda a dire e punta il dito contro il calcio italiano. “Diffido da chi afferma che i migliori tecnici del mondo provengono ancora dalla tanto decantata Scuola Allenatori di Coverciano, la verità è che in Italia siamo rimasti indietro di venti anni. Spesso mi capita di andare in Germania a trovare amici e mi soffermo ad osservare come le squadre, anche di Settore Giovanile, lavorano sul campo, ed è tutta un’altra storia. In Italia adesso va di moda lavorare sul giro palla, sui movimenti, eccetera, ma mancano tante altre cose. Il calciatore è un atleta, ci deve essere un lavoro più completo: atletico, fisico, psicologico, tecnico e tattico.

Cosa le serve per tornare in pista? “Mai come questa estate sono stato contattato da così tante società, sia per affidarmi prime squadre che formazioni di Settore Giovanile. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quei clubs che avevano deciso di puntare su di me, ma non me la sono sentita di rientrare subito dopo quanto accaduto con il Cgc Capezzano Pianore. Sto seguendo vari campionati, mi piace andare a vedere le partite, ma faccio fatica a tornare in corsa perché cerco un progetto serio, con personaggi di calcio che lavorino bene sul campo più che con i media. Quello che è certo è che non sarò io a contattare le società, il mio curriculum c’è, se vorranno saranno loro a cercare me…

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  Scritto da Massimo Benedetti il 08/10/2014
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