Società e arbitri si incontrano, l'AIA: "Aiutate i nostri giovani"
Le società chiamate a moderare i toni contro le giacchette nere, ma la platea è deserta...

Su cento episodi di aggressioni, verbali o fisiche, o comunque di casi spiacevoli che vedono coinvolti le “giacchette nere” sessamtaquattro di queste sono propiziate dai calciatori. Il dato è citato dal presidente della sezione AIA di Lucca Antonio Rufo,
L’occasione è stato l’incontro tra le società di calcio di Terza categoria e Juniores della provincia di Lucca con i responsabili delle sezioni AIA di Lucca e Viareggio, quest’ultima rappresentata dall’avvocato Edoardo Brusco. A fare da collante tra i due interlocutori, il delegato FIGC di Lucca Giorgio Merlini.
Anche i dirigenti non scherzano: se oltre il sessanta per cento di spiacevoli episodi coinvolge i calciatori, questi sono al secondo posto, nonostante siano presenti nelle liste delle gare in quantità minore e non vivono il pathos del contatto fisico in campo.
Si sono giocate appena due partite di campionato nelle categorie provinciali, eppure si sono già registrati spiacevoli episodi: nel secondo turno di Coppa Provinciale, la media di due espulsi a partita, con picchi di tre rossi e dieci gialli, con conseguente risse e animi caldi contro il direttore di gara.
Non mancano episodi spiacevoli in altre categoria, ma Juniores e Terza categoria rappresentano i campionati più delicati nel rapporto arbitri–società. Spiegano Ruffo e Brusco: “Questi sono campionati di lancio per i giovani arbitri. Al di là di qualche caso sporadico, questi sono campionati in cui testiamo i giovani per le categorie maggiori. In Terza e nel campionato juniores, gli arbitri dirigono i primi match con i grandi, con retrocessioni e promozioni e sono osservati per dirigere gare regionali."
Eccetto qualche dato statistico interessante, eccetto qualche racconto di aneddoto sulle modalità con cui gli osservatori AIA lavorano nella formazione di un direttore di gara, i discorsi sono stati all’insegna della routine. Le giacchette nere chiedono aiuto e comprensione, le società non accettano i "padri padroni" che il sabato si atteggiano a infallibili giudici a cui non si può chiedere spiegazioni e pronti a scrivere un referto che non si può correggere nemmeno di fronte ad un evidente errore di scambio di persona (ultimo caso successo ai giovanissimi della Pieve S. Paolo).
Le società hanno letteralmente snobbato questo incontro: si è iniziato con pochi club, pochissimi i capitani, per arrivare ad una dozzina di club ad incontro già inoltrato. Spiegazioni dei club anche in merito alle multe: perché l’assenza nello spogliatoio di carta igienica non viene fatta notare almeno una volta prima di punire la società con 80 Euro di multa?
Perché punire le società se fuori dal recinto di gioco e fuori dall’ingresso del pubblico, ovvero su una strada di campagna a pochi metri dal campo viene fatto scoppiare un petardo?
L’augurio è che episodi spiacevoli non ce ne siano più, che il calcio sia anzitutto un divertimento e che i bollettini non siano veri e propri "racconti di guerra". Le due parti dovranno avvicinarsi di più.
Le note liete non mancano. Oltre a qualche “anziano” ormai navigato in queste categorie, giovani di personalità ed emergenti non sono mancati a Lucca negli ultimi anni.
Basterà una riunione a rendere arbitri meno presuntuosi e calciatori e panchine un po’ più educate e serene?
Scritto da Michele Citarella il 07/10/2014













