Arriva Zdenek Zeman, l'allenatore che divide
Appuntamento da non perdere organizzato dall'AIAC di Lucca

Grande serata organizzata dall'A.I.A.C. Lucca.Lunedì 26 maggio alle ore 20,30 si terrà infatti un interessante incontro di studio per gli allenatori toscani con Zdenek Zeman.
L'argomento della serata verterà sui principi di gioco di Zeman, sull'analisi delle loro caratteristiche e sui riscontri di congruenza, che detti principi, possono avere con le nuove realtà calcistiche italiane e europee.
Inoltre, visto lo spessore del personaggio, ci sarà la possibilità di discutere anche sulle tematiche organizzative e gestionali del calcio attuale.
L'A.I.A.C. ha la necessità, visto il poco tempo a disposizione, di conoscere l'eventuale numero di adesioni per poter organizzare al meglio la serata. Pertanto, sarebbe gradita entro martedì 20 maggio una email all'indirizzo aiaclucca@gmail.com per confermare o meno l'adesione, per avere un'idea precisa di quale sala prenotare.
Sarà richiesto un piccolo contributo organizzativo di 10€ per gli associati AIAC e di 25€ per i non associati.
Al momento del ricevimento delle adesioni, verrà comunicato via mail e con pubblicazione sul sito www.aiacprovinciadilucca.it la location esatta dell'incontro.
CHI E' ZDENEK ZEMAN
Zdenek Zeman (Praga, 12 maggio 1947) è un allenatore di calcio ceco naturalizzato italiano. Le sue prime esperienze come allenatore in Italia avvengono in squadre siciliane dilettantistiche (Cinisi, Bacigalupo su segnalazione di Marcello Dell'Utri, Carini, Misilmeri ed Esakalsa) per poi prendere il patentino di allenatore professionista a Coverciano nel 1979; grazie anche all'intercessione dello zio materno ?estmír Vycpálek, ex allenatore della Juventus, che gli trasmette la passione per lo sport, è chiamato ad allenare le giovanili del Palermo, dove resta fino al 1983 allenando Giovanissimi e Primavera. Qui viene soprannominato il muto da parte di Franco Marchione, all'epoca accompagnatore delle giovanili della squadra rosanero. Nel marzo del 1981 l'allenatore della prima squadra del Palermo Fernando Veneranda viene esonerato, ma Zeman non può prendere il suo posto in panchina poiché qualche giorno prima era stato squalificato per aver alzato la voce durante una partita della Primavera; in panchina, in occasione della partita vinta per 3-1 sul Milan, ci va così Erminio Favalli, ma la gara era stata comunque preparata tatticamente proprio da Zeman.
Dopo delle buone stagioni a Licata, con cui vince il campionato di Serie C2, viene ingaggiato prima dal Foggia (Serie C1) e poi dal Parma in Serie B, dove durante il precampionato riuscirà a sconfiggere per 2-1 il Real Madrid per essere poi esonerato qualche mese dopo. Zeman torna quindi in Sicilia alla guida del Messina, dove ha modo di lanciare Salvatore Schillaci.
Dopo una stagione alla guida del Messina viene ingaggiato nuovamente dal Foggia, neopromosso in Serie B, alla cui presidenza c'è Pasquale Casillo. Nasce quindi, nel 1989, il "Foggia dei miracoli", caratterizzato da un 4-3-3 spiccatamente offensivo e da un gioco spumeggiante. La squadra, dopo aver vinto il campionato di Serie B 1990-1991 con il contributo determinante del trio delle meraviglie composto da Francesco Baiano, Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi, si salverà per tre stagioni nella massima serie, ottenendo un nono, un undicesimo e nuovamente un nono posto. Nel 1993-1994, l'ultima stagione prima dell'addio di Zeman, il Foggia sfiora l'ingresso in Coppa UEFA, venendo poi sconfitto (0-1) dal Napoli all'ultima giornata di campionato.
Per la stagione 1994-1995 viene ingaggiato dalla Lazio. Con la compagine biancoceleste il tecnico boemo centra al suo primo anno il secondo posto, dopo aver battagliato per un certo periodo per lo scudetto, con vittorie con largo margine con Fiorentina (8-2) e Foggia (7-1), oltre alle vittorie contro Inter (4-1), Milan (4-0) e Juventus (3-0), che si alternano a sconfitte come lo 0-3 incassato nel derby d'andata contro la Roma. La compagine romana arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA persi col Borussia Dortmund, mentre in Coppa Italia la squadra capitolina si fermerà in semifinale eliminata da una doppia sconfitta con la Juventus.
La seconda stagione sulla panchina della Lazio segue la falsariga della prima, con risultati come il 4-0 sulla Juventus campione d'Italia che permettono ai biancocelesti di giungere al terzo posto. In Coppa Italia i biancocelesti sono eliminati dall'Inter ai quarti di finale, mentre in Coppa UEFA dove la Lazio non andrà oltre i sedicesimi eliminati dai francesi del Lione.
Alla terza stagione, dopo la cessione di giocatori chiave come Bokši?, Di Matteo e Winter, la Lazio non riesce ad esprimersi bene durante il girone d'andata e viene eliminata in Coppa Italia e Coppa UEFA da parte rispettivamente di Napoli e Tenerife. Dopo la sconfitta interna subita da parte del Bologna per 1-2, il 27 gennaio 1997, il tecnico boemo viene esonerato. In quest'esperienza ha lanciato Alessandro Nesta, Marco Di Vaio e Pavel Nedv?d.
Per l'annata successiva il presidente Franco Sensi gli offre la panchina della Roma e Zeman accetta di prendere la squadra che l'anno precedente era arrivata dodicesima in Serie A salvandosi alla quartultima giornata. Con l'acquisto di Cafu e Candela ottiene il quarto posto e nel campionato 1998-1999, ancora alla Roma, Zeman giunge quinto non venendo confermato per la stagione successiva.
Nella parentesi giallorossa Marco Delvecchio e Francesco Totti (che diventa capitano in quel periodo) sono autori di notevoli prestazioni.
Dopo l'esperienza in Turchia con il Fenerbahçe di tre mesi, in cui conquista tre vittorie, cinque pareggi e due sconfitte, si dimette e ritorna in Italia per allenare il Napoli appena promosso in Serie A. Dopo due punti conquistati in 6 partite viene esonerato dal neo presidente Corbelli; a fine stagione il Napoli, guidato da Mondonico, retrocederà in Serie B. L'anno successivo Zeman torna in Serie B sempre in Campania, prima con la Salernitana (un sesto posto e un esonero) e poi, nella stagione 2003-2004, con l'Avellino dove ritrova il presidente Pasquale Casillo e il direttore sportivo Peppino Pavone. Con gli irpini lancia l'attaccante bielorusso Vitali Kutuza? e fa esordire da titolare il giovane centrocampista italiano Antonio Nocerino, al primo anno da professionista: la squadra retrocede in Serie C1 e il boemo lascia la panchina campana.
Nella stagione 2004-2005 Zeman torna in Serie A sulla panchina del Lecce, ottenendo la salvezza e lanciando Mirko Vu?ini?, Valeri Božinov (ceduto a metà campionato) e Marco Cassetti che riceverà anche la convocazione nella nazionale italiana (primo giocatore nella storia del Lecce). Al termine della stagione il rapporto contrattuale non è rinnovato. Zeman conclude l'annata con il secondo migliore attacco del campionato, con un solo gol in meno della Juventus campione, anche se la difesa giallorossa risulta la più battuta del campionato italiano (per la prima volta nella storia del Campionato il club che aveva subito più gol non retrocedette).
Il 5 marzo 2006 Zeman assume la guida tecnica del Brescia, squadra di Serie B, dichiarando di voler giocare le restanti undici partite per vincere e per portare la squadra a giocare i play-off per la promozione in Serie A. Il boemo è chiamato a sostituire Rolando Maran, esonerato dal presidente Gino Corioni malgrado fosse reduce da una vittoria per 3-0 e nonostante la squadra si trovasse al quinto posto in classifica. Alla fine della stagione il Brescia guidato da Zeman resta in Serie B dopo aver mancato la qualificazione ai play-off.
Il 21 giugno 2006 il Lecce ufficializza l'ingaggio di Zeman, che ritorna così sulla panchina dei giallorossi dopo un anno. In Serie B, dopo aver chiuso l'anno solare nella seconda metà della classifica e dopo 10 sconfitte in 18 partite di campionato, la dirigenza salentina decide di esonerare il tecnico boemo alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2006, mentre si trova in vacanza a Praga. Al suo posto è ingaggiato Giuseppe Papadopulo. In quell’anno comunque Zeman lancia un giovane Pablo Osvaldo e Giuseppe Vives da lui voluti nel calciomercato estivo.
Il 17 giugno 2008 diventa allenatore della Stella Rossa, subentrando ad Aleksandar Jankovi?. I risultati sono negativi: la squadra non riesce ad accedere alla Coppa UEFA venendo eliminata dai ciprioti dell'Apoel Nicosia. In campionato la Stella Rossa dopo tre giornate si trova ultima in classifica con un punto e zero gol segnati, posizione che, insieme a qualche polemica con la dirigenza, conduce alla rescissione consensuale di Zeman con il club.
Il 20 luglio 2010 il vecchio presidente degli anni della ribalta Pasquale Casillo e altri imprenditori riacquistano ufficialmente il Foggia, richiamando come allenatore Zeman e riformando il trio del "Foggia dei miracoli" con Giuseppe Pavone come direttore sportivo.
Dopo aver concluso la stagione al sesto posto (con il miglior attacco, in larga parte conseguito con la coppia formata da Lorenzo Insigne e Marco Sau, e la difesa più battuta), sfiorando i play-off, il 23 maggio 2011 dichiara in conferenza stampa che la sua avventura in rossonero è terminata, poiché deluso dai risultati conseguiti.
Il 21 giugno 2011 diventa l'allenatore del Pescara, in Serie B. Il 20 maggio 2012 riporta la squadra abruzzese in Serie A dopo diciannove anni, vincendo il campionato. La squadra adriatica totalizza 83 punti in 42 partite, vincendone 26, pareggiandone 5 e perdendone 11. Le vittorie conseguite in trasferta sono 12. La sua squadra realizza 90 gol e ne subisce 55. In questa stagione ha lanciato Ciro Immobile, Lorenzo Insigne (già allenato a Foggia) e Marco Verratti, che assieme a Marco Capuano e Simone Romagnoli (anche lui già allenato a Foggia) saranno convocati nella Nazionale Under-21, stabilendo così anche il record di convocazioni per il Pescara.
Il 17 febbraio 2013 viene premiato con la Panchina d'argento, riferita all'annata precedente alla guida del Pescara.
Il 2 giugno 2012 annuncia l'addio alla precedente squadra e il conseguente passaggio sulla panchina della Roma a partire dal 1º luglio 2012. Con la società giallorossa, alla quale ritorna a distanza di tredici anni, firma un contratto biennale: nella sua carriera mai aveva firmato contratti di questa durata, ma solo accordi annuali. Il suo staff tecnico consta di Vincenzo Cangelosi come allenatore in seconda, Giacomo Modica come collaboratore tecnico e Roberto Ferola come preparatore atletico.
Dopo aver debuttato in campionato in casa contro il Catania (2-2), il 2 settembre ottiene la vittoria a Milano contro l'Inter per 3-1 permettendo ai giallorossi di tornare a vincere in casa dei nerazzurri in campionato dopo cinque anni. Il 2 febbraio 2013, dopo la sconfitta interna contro il Cagliari (2-4) della 23ª giornata e con la Roma all'ottavo posto in graduatoria, viene esonerato dall'incarico.
Nel corso della stagione ha lanciato i giovani Alessandro Florenzi (che nel corso dell'annata esordirà con la nazionale maggiore) e Marquinhos, calciatori voluti fortemente dall'allenatore boemo. Nel 2014 viene individuato dai colleghi dell'A.I.A.C. quale vincitore della Briglia d'Oro la sua filosofia di gioco lontana dagli stereotipi.
Scritto da La Redazione il 22/05/2014




