"L'imbattibilità è dura da tenere, ma possiamo fare bene"
Juniores Regionale, parla il tecnico del Forcoli Valdera Maurizio Galletti

Maurizio Galletti, a tre giornate di campionato regionale juniores, trae un primo bilancio del suo Forcoli Valdera. Un verdetto certamente parziale e non esaustivo, ma utile per dare morale, per iniziare a mettere carne al fuoco per uno degli obiettivi che la società si pone.
Professione idraulico e classe 1961, è sceso di categoria per motivi di lavoro, dopo aver allenato la Berretti del Pontedera. “A Pontedera sono stato bene, ma quattro allenamenti a settimana e trasferte assai più lontane non sono per il momento gestibili per il sottoscritto. Sono idraulico, quest'anno posso avere maggiori soluzioni per lavorare su cantieri e venire incontro alle esigenze dei clienti”.
Abbandonando le riflessioni sulla crisi economica che attanaglia il mondo del lavoro e del calcio, con il tecnico torniamo a parlare di calcio giocato. Mister, pensavate di avere l'imbattibilità dopo tre giornate di campionato? “Siamo contenti di questo risultato, a cui nessuno sperava. Possiamo ritenerci bravi, ma anche un po' fortunati, visto che nelle prime due partite abbiamo subito rigori a sfavore che sono stati parati”.
Onore quindi al portiere. Vogliamo citarlo? “I portieri che hanno parato i rigori sono due, entrambi classe 1987: Matteo Filippeschi e Giacomo Piccinetti. Tra i pali pare proprio che siamo messi bene”.
Come è stata costruita la squadra? “A Forcoli c'è un settore giovanile importante. Cosa fantastica quando abbiamo un settore giovanile di livello e una prima squadra in eccellenza, è quella di valorizzare i ragazzi e farli esordire in prima squadra all'interno della prima squadra. Abbiamo molti 1996 e 1997 che provengono dal settore giovanile, questa è una base fortissima”.
Obiettivo per le prossime gare? "L'imbattibilità è dura da tenere, ma con un gruppo unito, possiamo fare bene".
Quale schema adotta? “Il 4-3-3 è sempre lo schema di base con cui iniziamo le partite. Lo schema è stato scelto dopo aver fatto qualche allenamento e dopo il consulto con mister Traversa: adottiamo infatti lo stesso schema della prima squadra. A gara in corso potremmo adottare alcune varianti, ma il tridente e la linea a quattro a zona è il punto di partenza”.
Difficile per un mister mettere qualcosa di proprio in una squadra juniores. Come fa a liberare un po' della sua personalità? “Seguire anche le vicende della prima squadra fa parte del ruolo della squadra juniores, soprattutto con una squadra in eccellenza. Provo a lavorare molto sui singoli per far capire loro i movimenti anche in posizioni diverse. Questo è utile per ogni evenienza e per tenere alta la concentrazione”.
Tra i singoli sono stati apprezzati Bracci, Montalbano (due 96) e tutto il pacchetto arretrato. “Giochiamo con due centrali difensivi alti, curiamo molto la zona e l'attenzione sulla direzione della palla”.
Alessio Cantini è il ragazzo del momento.... Alessio Corradino non trova molto spazio con lei. “Cantini sta trovando il gol con discreta facilità; speriamo che la sua vena realizzativa possa durare a lungo. Corradino ha giocato diversi spezzoni di partita proprio per i discorsi fatti prima: è un ragazzo della prima squadra, utile anche a mister Traversa”.
Quello juniores è un campionato ancora troppo dipendente dalle prime squadre e dalle loro esigenze. Trova soddisfazione ad allenare questa categoria? “Sì, le soddisfazioni non mancano. E' piacevole seguire i ragazzi, aiutarli attraverso il calcio a migliorare il loro carattere, a seguirli in questa età, delicata per molti aspetti. Incontrare questi ragazzi dopo anni e parlare con loro, vederli realizzati nella vita, e magari anche nel calcio, è una autentica soddisfazione. Il calcio è uno strumento importante per la crescita umana di questi giovani”.
Scritto da Michele Citarella il 27/09/2014
















