"Vogliamo CONTINUARE a TOGLIERCI SODDISFAZIONI alla MINICUP"
Parla l'allenatore del Calci 2016 Daniele Mori prima dei quarti di finale

Solo vittorie sin qui nella MINICUP ESORDIENTI B ANOTHERENT per il Calci 2016. Dopo aver chiuso il Girone 3 con due vittorie (3-2 contro la Folgor Marlia e 2-1 contro la Floria), la compagine allenata da mister Daniele Mori ha superato con un netto 4-0 il Valentino Mazzola agli ottavi di finale e adesso attende ai quarti lo Scandicci (appuntamento fissato per domenica 7 giugno alle ore 19:30 allo Stadio "Nuovo Marconcini" di Pontedera).
Un percorso di grande crescita per il gruppo 2014 del Calci, come ci racconta l’allenatore. “Questa è una squadra nuova, che in pochi mesi ha fatto passi da gigante, vincendo il Pisa World Cup ed altri tornei, oltre ad ottenere importanti piazzamenti in altre rassegne di spessore. Non era facile crescere in questo modo e siamo davvero felici, merito anche della mentalità che siamo riusciti a creare tra genitori, allenatori e dirigenti, che sono impeccabili e che ci stanno aiutando tantissimo, rispettando i valori e l’ambiente, e questo è davvero importante. Al di là dei risultati, però, quello che conta più di tutto, specialmente a livello di Scuola Calcio, è la crescita e la programmazione nel tempo, con le vittorie che possono diventare una piacevole conseguenza”.
Una società che sta crescendo anno dopo anno, anche grazie a tre figure che hanno “masticato” calcio vero. “Io sono il Responsabile della Scuola Calcio, Jacopo Balestri il Direttore Tecnico e, insieme al Presidente Francesco Marianini, parliamo tutti la stessa lingua. Proprio quest’ultimo crede fortemente e tiene molto alla Scuola Calcio ed al Settore Giovanile, ed i risultati sono tangibili, avendo acquisito tutte le categorie regionali Elite. A tal proposito ci tengo a sottolineare anche il grande lavoro che sta svolgendo il Direttore Sportivo del Settore Giovanile Luca Panattoni”.
Con Mori, un prezioso collaboratore: l’allenatore in seconda Giulio Marioni. “È un ragazzo umile, straordinario, che da piccolo ha fatto le trafile nel Tau Calcio Altopascio, sa cosa significano i valori, ed è grazie anche a lui per quello che stiamo ottenendo. Con Giulio mi confido quotidianamente su cosa è meglio per questi bimbi”.
Cosa ci dice dell’avventura alla MINICUP ESORDIENTI B ANOTHERENT? “È un torneo organizzato in maniera impeccabile, ed essere arrivati tra le prime otto è già una grande soddisfazione perché partecipano le più importanti realtà della Toscana”.
Adesso vi attende lo Scandicci. “Affronteremo una squadra di importante prestigio ed abbiamo massimo rispetto per loro. Dal canto nostro abbiamo grandi motivazioni e speriamo di riuscire a sparare al meglio le nostre cartucce, vogliamo continuare a toglierci soddisfazioni”.
Chi è la favorita per la vittoria finale? “Ho visto giocare il Tau Calcio Altopascio, lo abbiamo anche affrontato durante la stagione, e devo dire che ci ha messo in grande difficoltà. È una realtà che ha valori importantissimi, e che esprime un ottimo calcio”.
Empoli, Udinese, Novara, Brescia, Ascoli, Lucchese, Santarcangelo, Sambenedettese, Triestina e Gavorrano: questo il curriculum da calciatore di Mori, ex difensore centrale classe 1990. Per lui anche tutta la trafila nelle giovanili della Nazionale Italiana, dall’Under 16 all’Under 21. “Quando alleno questi ragazzi mi immedesimo in quello che facevo io da piccolo e, al di là delle qualità tecniche, voglio prima di tutto trasmettere loro, così come ai genitori e a tutto l’ambiente, soprattutto i giusti valori, così come ripropongo anche nella mia accademia di tecnica. Nella prossima stagione proseguirò il percorso con questo gruppo 2014, ed inoltre guiderò anche i Giovanissimi B 2013”.
Cosa ne pensa del momento storico del calcio italiano? “A mio avviso, ancora oggi sulla carta abbiamo dei giovani di livello molto importante, come testimonia la finale appena conquistata dalla Nazionale Under 17 ai campionati Europei. Purtroppo, però, il calcio è in mano a personaggi che speculano su questi bambini e che magari non hanno nemmeno mai giocato. Se questo lo sommiamo al fatto che adesso i bambini passano molto più tempo dietro a smartphone o console, mentre prima eravamo sempre per strada con il pallone tra i piedi, il risultato purtroppo è quello che vediamo. Inoltre, vedere dei bambini di sei anni chiamati da società professionistiche e andare a giro per la Toscana è assurdo. Io approdai all’Empoli a undici-dodici anni, alla soglia dell’agonismo, e questa dovrebbe essere l’età di passaggio ad un club professionista. Con il modo di agire di oggi, anche le società dilettantistiche sono sempre più sole, quando invece dovrebbero essere supportare in primis dalla Federazione e poi proprio dalle professionistiche, altrimenti la passione ed il lavoro di dirigenti ed istruttori viene vanificato. Senza dimenticare l’invidia e la gelosia che c’è in giro anche tra le dilettantistiche. Se uno è più bravo o lavora bene dovrebbe essere applaudito e preso come riferimento, non denigrato…”
Scritto da Massimo Benedetti il 05/06/2026
















