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Edizione provinciale di Pisa


"A PONSACCO si guadagna di MENO, ma ci si emoziona di PIU'"

Il nuovo acquisto dei rossoblù Yuri Papi ha le idee chiare e spiega perchè ha scelto questa piazza

"Una follia? Al contrario: una scelta meditata e convinta, ho rinunciato a qualcosa di rimborso che andando altrove avrei potuto sicuramente prendere, in cambio di emozioni vere che, in questa categoria, poche piazze sanno dare come Ponsacco".

Ecco perché da ieri sera Yuri Papi, 26 anni, centrocampista offensivo fra i più apprezzati della categoria, è un nuovo giocatore dell’Fc Ponsacco 1920. Un altro colpo a sorpresa firmato dal direttore sportivo Andrea Luperini dopo la conferma di Caciagli e l’arrivo dell’allenatore Pino Murgia per costruire una squadra comunque in grado di ben figurare nel prossimo campionato di serie D. Perché Yuri Papi, in serie D, non ha bisogno di presentazioni: due anni fa ha vinto il campionato da protagonista con la maglia dell’Albissola (29 presenze e una rete), l’anno scorso metà campionato a Viareggio e la seconda parte ad Agliana, in tutto 29 partite e sette reti.

Gliene sono arrivate parecchie di telefonate negli ultimi giorni al trequartista originario di Massa, una breve parentesi in rossoblù nel 2016 (9 partite e due reti prima della cessione allo Sporting Recco). Però alla fine la più convincente è stata quella di Luperini: "Che cosa ha messo sul piatto il direttore? Ponsacco, perché io so cosa vuol dire giocare lì, ho indossato quella maglia sia pure per un breve periodo sentendomi in famiglia e ci sono stato da avversario: è una realtà che ti fa sentire calciatore e chi fa il mio mestiere penso ne abbia bisogno come l’aria. O almeno per me è così". Ecco perché proprio non vuol sentirne parlare di sacrifici: "Rinunce? Io non ne ho fatte, semmai ho scelto: magari guadagno un po’ meno di altri colleghi o di quello che avrei preso altrove e quindi andrò in giro con l’utilitaria invece che con l’auto sportiva, però gioco davanti a mille spettatori tutte le domenica: in serie D, dalle nostre parti, dove succede? Me lo dica lei”. Perché il punto per Papi è uno solo: “Il calcio per me è gioia e per divertimi la componente dell’ambiente è fondamentale: ho bisogno di sentire l’incitamento, la carica che ti danno i tifosi nei momenti di difficoltà e anche qualche “vaffa” quando le cose vanno meno bene. Perché comunque mi danno la scossa e mi fanno sentire vivo. E qui a Ponsacco so benissimo di trovare tutto questo".

Insieme, però, ad una stagione con non poche difficoltà. "Sarà dura sicuramente, ma tutti insieme ce la possiamo fare – dice -. Io sarò uno dei giocatori più esperti della rosa? Probabile, ma le responsabilità non mi preoccupano, anzi mi piacciono e mi stimolano: è giusto che da uno come me la gente si aspetti qualcosina in più rispetto ad un ragazzo che è all’esordio in D. Cercherò di essere all’altezza delle aspettative". Papi ci crede: "Sarà difficile per noi, ma non sarà una passeggiata nemmeno per gli altri giocare contro di noi: qui c’è una squadra, ma anche una dirigenza, una tifoseria e una città che rema tutta dalla stessa parte".

Un piccolo desiderio personale il trequartista ex Viareggio ce l’ha, ma lo dice all’ultimo e con tono quasi sommesso: "Qualche volta nella mia carriera sono stato criticato perché avrei potuto segnare un po’ di più e in effetti, forse, è vero perché non sono mai andato in doppia cifra – sorride -. Chissà che non mi riesca quest’anno a Ponsacco: se accadesse per me sarebbe il massimo".

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  Scritto da La Redazione il 22/07/2019
 

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