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Edizione provinciale di Siena


"Non è solo il FALLIMENTO del CALCIO, ma quello dello SPORT ITALIANO"

Le considerazioni di Massimiliano Fulignati che chiede anche l'abolizione delle classifiche nei campionati giovanili fino alla categoria Giovanissimi

  Scritto da La Redazione il 24/11/2017
Stanno arrivando alla nostra redazione tanti interventi sul dibattito che abbiamo voluto aprire per cercare di portare un contributo al cambiamento del calcio italiano. Vi ringraziamo veramente, stiamo avvertendo che la problematica è nel cuore di tanti, che c'è grande voglia di innovare un sistema in difficoltà.
 
Qua sotto pubblichiamo quello che ci ha scritto Massimiliano Fulignati, istruttore con patentino UEFA C, che guida gli Esordienti Fair Play del San Gimignano.
 
"La mancata qualificazione della nazionale di calcio ai mondiali 2018 ha aperto una discussione nazional popolare che ha coinvolto tutti. Personalmente credo che sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè il calcio è il nostro sport nazionale e un evento del genere passa in primissimo piano. Secondo me il fallimento è del sistema Italia inteso come nazione. Negli altri sport stiamo vivendo momenti più o meno bui e quindi la riflessione deve coinvolgere tutti. Dal ministero dell'Istruzione, al Coni, alle famiglie alla Federazione.
 
Ripeto, negli altri sport, salvo rare eccezzioni, la situazione è simile al calcio, basti pensare ai risultati delle ultime Olimpiadi o degli altri sport di squadra. Prima cosa il ministero; la scuola deve diventare il primo volano per l'attività fisica dei nostri bambini, è inammissibile che alle elementari non si faccia educazione fisica perchè le maestre non ne hanno voglia e competenze. E due ore a settimana, per chi ha la fortuna di farle, sono insufficienti in una società sempre più pigra.
 
La famiglia; è molto comodo tornare a casa e mettere in mano ai nostri figli un telecomando o un tablet, dobbiamo "sacrificarci" a farli muovere, a fargli riscoprire quei giochi che ci hanno visto protagonisti nella nostra infanzia. Eppoi la federazione!!! Parto da lontano raccontandovi la mia storia. Io ho iniziato ad allenare, si perche' io ero allenatore e non istruttore o formatore, quando gli '88 facevano gli Esordienti. Inizia perchè avevo fortunatamente tempo, non per capacità o corsi effettuati. E li allenavo come fossero una prima squadra. Il pomeriggio andavo a vedere gli allenamenti della nostra serie D e la sera riproponevo a loro le stesse esercitazioni con la stessa dialettica usata dal mister. E loro mi guardavano con occhi stranulati, e io urlavo! Ma siete duri!! Non capite? Dal 4 3 3 si passa al 3 5 2 per poi finire al 4 4 2 !!!! E così facendo, di quei ragazzi , alcuni anche con interessanti prospettive, non ho ricavato nulla. Li ho rovinati!!!
 
Bene, questo esempio per dire cosa; la figura dell'istruttore deve essere una figura qualificata, le prime esperienze uno se le deve fare aiutando i più esperti. Non puoi pretendere, a venti anni e senza qualifica alcuna ma solo perchè vedi dieci partite a settimana, pretendere di allenare i Pulcini!!! La figura dell'istruttore va guadagnata sul campo, con corsi qualificati ed esperienze vissute. La svolta l'ebbi col Corso Coni-Figc che a suo tempo mi aprì gli occhi e mi fece capire che lavorare coi ragazzi è totalmente diverso che lavorare con gli adulti. Non dico che la figura dell'istruttore debba diventare una professione, sarebbe utopia, ma se vogliamo crescere in maniera corretta i nostri bambini noi istruttori dobbiamo essere il più professionali possibile.
 
Eppoi basta con queste classifiche!!!! L'anno scorso ho partecipato alla riunione al Museo del calcio sulla modifica del campionato Esordienti. Quando si dice che devono giocare a 11 anzichè a 9 perchè si fanno più biglietti e più panini al bar bene, è l'ora di chiudere! Se, come mi hanno detto in tutti i corsi che ho fatto, la formazione di un ragazzo si conclude agli Allievi, aboliamo le classifiche fino almeno ai Giovanissimi. Facciamogli crescere sereni senza l'assillo del risultato. 
 
Una cosa buona sono i centri territoriali; vanno portati in tutte le province nel giro di un anno. E qui portare tutte le eccellenze creando un sistema Italia serio!!!!!
 
Di strada da fare ce n'è tanta, ma i soggetti interessati sono molteplici, e se vogliamo risollevare la nostra nazionale di calcio, o meglio ancora tutto lo sport, diamoci da fare sennò di partite come quella con la Svezia ne vedremo altre.
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  Scritto da La Redazione il 24/11/2017
 

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