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Edizione provinciale di Lucca


"I ragazzi devono SCEGLIERE società che puntino alla CRESCITA TECNICA"

Il Diesse della Folgor Marlia Andrea Venturi esprime il suo parere sui commenti arrivati a TOSCANAGOL

  Scritto da La Redazione il 23/11/2017

A tu per tu con Andrea Venturi, Direttore Sportivo della Folgor Marlia, che esprime il suo parere sui commenti arrivati a TOSCANAGOL dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi campionati mondiali di Russia 2018 e sui problemi che il calcio nostrano sta avendo negli ultimi anni.

Ovviamente rispetto tutti coloro che hanno opinioni diverse - dichiara Venturi - ma trattandosi di argomenti molto importanti e delicati credo sia giusto chiarire alcune cose. Sono ormai tanti anni che gravito in questo mondo, un iter classico, fino ai venti anni come calciatore, poi aiuto allenatore in una Scuola Calcio, la mia prima squadra di Pulcini e via dicendo, diversi anni nel settore giovanile, per poi passare al ruolo di Responsabile di Scuola Calcio ed infine rivestire l’incarico di Direttore Sportivo. Qualcosa posso dire di aver visto anch’io. Ricordo sia il calcio che praticavo, sia quello che cercavo di insegnare e posso confermare che qualcosa con il tempo è cambiato. in peggio o in meglio dipende dai punti di vista. Sicuramente la mia generazione, io sono, ahimè, un classe 1966, confrontata con i bambini di sei/sette anni di ora a livello motorio era nettamente superiore, abituata a giocare ore e ore a pallone sui piazzali delle chiese, e per chi come me abitava in periferia in mezzo al verde anche il salire e scendere da un albero all’altro era prassi giornaliera, e questo in qualche modo ci vedeva agevolati poi nel praticare un qualsiasi sport. Non credo però si possano paragonare le metodologie di allenamento, in questo sono di gran lunga avvantaggiati i nostri bambini che hanno a disposizione nella maggior parte dei casi tecnici preparati muniti di patentino o attestati di corsi formativi. Questa è una delle cose che un genitore dovrebbe valutare bene prima di iscrivere un ragazzo in una società, invece di scegliere in base alla posizione in classifica, dovrebbe chiedere informazioni sui tecnici che seguiranno il percorso formativo dei loro figli, visionare le strutture che lo accoglieranno e dall’iter calcistico che una società può proporre”.

Venturi non ha dunque dubbi sul fatto che sia più importante far crescere un ragazzo rispetto che vincere una partita. “Io sinceramente credo che la crescita tecnica dei ragazzi porti senza ombra di dubbio ai risultati in termini di vittorie, ma che come tutte le cose hanno bisogno del suo tempo. Se vuoi mangiare un frutto prima devi seminarlo, far crescere il suo albero, e solo quando sarà maturo potrai deliziarti del suo sapore e gioire del sacrificio fatto. E su questo la Folgor Marlia non ha dubbi. Abbiamo un progetto partito a pieno regime un anno fa, un lavoro serio e programmato sulla Scuola Calcio finalizzato alla crescita tecnica dei ragazzi, investendo in risorse umane ed economiche”.

Tornando agli interventi arrivati a TOSCANAGOL, Venturi vuole fare alcune precisazioni. “Può anche succedere che un allenatore non pratichi quanto concordato nel programma societario, oppure non si dimostri idoneo al compito preposto, sai quanti pseudo allenatori vedo di tanto in tanto sui campi di calcio? È ovvio che una società che voglia chiamarsi o ritenersi tale deve avere persone che svolgono il compito di supervisori, e nel nostro caso abbiamo un responsabile tecnico che tutti i giorni segue gli allenatori delle varie categorie coadiuvato dal sottoscritto per controllare il normale svolgimento delle sedute di allenamento sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Concludo rispondendo a coloro che si indignano sul fatto che venga richiesta una quota associativa per poter far giocare il proprio figlio al calcio e a tal proposito vorrei sfatare un mito ovvero quello che le società si mantengono, o addirittura guadagnano con le quote. Niente di più falso. La quota, almeno nel nostro specifico caso di 250 € annui, non paga neppure le spese dello stesso ragazzo. Se le società non trovassero qualche soldino da vari commercianti o attività potrebbero chiudere bottega. A parte il fatto che mi piacerebbe sapere se esiste uno sport in cui non si paghi una iscrizione, e non lo dico con ironia, è proprio una curiosità personale, da quanto mi risulta viene richiesta in qualsiasi altra disciplina e in molti casi trattasi di cifre notevolmente superiori a quelle del calcio”.

Infine, una nota di merito per prima squadra e Juniores. “Non posso non elogiare la nostra prima squadra che milita nel Girone A di Promozione e si trova inaspettatamente al terzo posto e domenica affronterà il Vorno primo in classifica. Uno splendido gruppo composto da giovanissimi e capitanato da Luca Barsocchi, persona eccezionale sotto il profilo umano e professionale. Ed anche la Juniores provinciale, prima a punteggio pieno nel girone di Lucca, ottimamente guidata da Matteo Del Guerra, ragazzo preparatissimo e di una serietà encomiabile, a cui spetta l’arduo compito di regalarci la categoria regionale”.

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  Scritto da La Redazione il 23/11/2017
 

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