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Calcio ITALIANO in ginocchio: perchè non produciamo più TALENTI?

La caduta della Nazionale è quella di un movimento che da anni è in crisi. E' il momento di guardare in faccia la realtà e trovare le "cure"

  Scritto da Gino Mazzei il 14/11/2017

E' chiaro che il "tonfo" (chiamatelo apocalisse, disfatta o come volete) della Nazionale Italiana che non si qualifica per un campionato del Mondo rappresenta una sconfitta di un intero movimento. Giusto così che ognuno nel proprio ambito e per quello che rappresenta faccia le sue valutazioni, le sue considerazioni e soprattutto dia una chiave di lettura per provare a ripartire. 

Sì, perchè penso veramente che solo arrivando  a toccare il fondo si possono gettare nuove basi, guardando veramente in faccia la realtà. Prima una precisazione: il disfattismo di queste ore, il "processo mediatico", la "gogna" su cui sono stati messi i protagonisti fa parte di una visione leggera e superficiale che parte troppo dagli stati d'animo e anche da un certo superficialismo molto italico: vinci e ti esalto, perdi e ti affosso. Un gioco che non ci è mai piaciuto.

Il punto è che questo "disfacimento" del calcio italiano arriva da lontano. La Nazionale rappresenta l'iceberg di un movimento, la cartina al tornasole di come stanno funzionando le cose. E allora si deve dire che da troppo tempo non siamo all'altezza della situazione a tutti i livelli, che una nazione che ha nel calcio il suo sport nazionale non riesce più a coltivare talenti all'altezza.

Per me il nocciolo del problema è questo. Perchè non riusciamo a "produrre" talenti come prima? Perchè la qualità dei nostri ragazzi non riesce più a emergere? Guardiamo la Spagna, un paese più piccolo del nostro come abitanti, ma che da anni ci ha sorpassato in tanti sport, sfornando in continuazione talenti. Cosa hanno più di noi? Evidentemente un "sistema sportivo" diverso, un universo sportivo dove il ragazzino cresce e può esprimersi. Sono competitivi con tutte le Nazionali Giovanili, noi stiamo iniziando a diventarlo in questi anni grazie ad un lavoro mirato e costruito da uno come Maurizio Viscidi che è una delle poche note liete di questo movimento. Pensate che anni fa le Nazionali Giovanili italiane erano improvvisate e senza un criterio formativo. 

Domandiamoci perchè esprimiamo Nazionali maggiori come queste senza talento e creatività e forse ci daremo della risposte. E non riconduciamo tutto alla presenza dei tanti stranieri anche nei settori giovanili che tolgono spazio ai nostri. E' così anche nei paesi più evoluti calcisticamente, eppure i giovani escono e forniscono il ricambio generazionale. 

Se vogliamo andare nello specifico, Ventura era partito per essere un commissario tecnico che doveva puntare sul rinnovamento. Lui stesso sbandierava di andare in Russia ed essere la Nazionale sorpresa: ma come? Con i giovani che si è via via dimenticato di utilizzare? Abbiamo fatto i playoffs con la Svezia con una squadra vecchissima, e siamo affondati con questi. Forse Ventura pensava di portarli in Russia con la "bacchetta magica"? Sono prevalsi gli interessi e il conservatorismo e ora ci ritroviamo con giovani bruciati e mezzi giocatori.

Però colpevolizzare la punta dell'iceberg e pensare che un altro commissario tecnico, l'impiego di altri giocatori, ecc ecc, siano la risoluzione del problema sarebbe l'errore maggiore. E' chiaro, qualcosa di meglio si poteva fare, ma guardiamo più in profondità il problema, pensiamo ai nostri settori giovanili, pensiamo alla nostra maniera di fare calcio, ognuno nel suo mondo e nella sua funzione, e valutiamo se lo stiamo facendo bene. 

Ecco l'analisi che il calcio italiano dovrebbe fare per capire se la strada intrapresa è quella giusta, dove e come cambiare. Evitiamo logiche di moduli sbagliati, disfattismi di facciata, populismi vari, cerchiamo invece di trarre da questa "lezione", che poi è l'ultima di una serie di "lezioni" subite, per invertire la rotta, per capire dove non andiamo bene, per metterci tutti in discussione e aprire un nuovo sistema di fare calcio. 

Il tema è ampio, noi nel nostro piccolo (grande) vorremmo aprirci al confronto e per questo invitiamo chi segue tutti i giorni TOSCANAGOL a esprimere il proprio pensiero con interventi che saremo lieti di pubblicare e di dibattere. Magari, mi piacerebbe creare proprio una rubrica di contenuti che siano al servizio di tutti, anche di coloro che magari hanno poca "cultura" calcistica e che ogni giorno, con ruoli diversi, hanno a che fare con il calcio a tutti i livelli. Solo così credo si possa crescere e portare un piccolo contributo ad un cambiamento che è più che mai necessario. 

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  Scritto da Gino Mazzei il 14/11/2017
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